I quattro volontari della Croce Rossa Italiana coinvolti nella tragica vicenda della morte di Abderrahim Fakir a Bologna si dichiarano "comprensibilmente sconvolti, sconcertati e molto turbati". Lo ha affermato l'avvocato Mario Simoni, legale dei soccorritori, sottolineando il profondo impatto sia dal punto di vista umano che per l'iscrizione nel fascicolo giudiziario. I quattro, tre uomini e una donna, sono stati iscritti nel cosiddetto fascicolo a modello 45-bis, una procedura che non prevede indagati formali ma che è stata aperta per omicidio colposo in relazione al decesso di Fakir.
L'avvocato Simoni ha precisato di non poter rilasciare ulteriori dichiarazioni in questo momento, invocando il rispetto per la persona venuta a mancare e la necessità di non interferire con le indagini in corso. Ha inoltre chiarito che i volontari hanno seguito corsi di formazione specifici come soccorritori di ambulanza, ma non possiedono qualifiche professionali di infermiere né di medico.
Le manovre di soccorso e le precisazioni della Croce Rossa
In merito all'intervento, la Croce Rossa Italiana ha fornito dettagli cruciali per fare chiarezza sulla dinamica dei fatti. L'ente ha specificato che l'equipaggio giunto sul posto per soccorrere Abderrahim Fakir ha prontamente praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare e ha utilizzato il defibrillatore (DAE) in dotazione.
Queste operazioni sono state eseguite dal momento in cui è stato possibile intervenire e sono proseguite ininterrottamente fino all'arrivo dell'automedica.
La richiesta di intervento dell'automedica, fondamentale per un supporto medico avanzato, è stata inoltrata alla centrale operativa dallo stesso equipaggio della Croce Rossa Italiana pochi minuti dopo il loro arrivo sul luogo dell'evento. La Croce Rossa ha inoltre evidenziato che le fasi salienti dell'intervento di soccorso, incluse le manovre rianimatorie e l'uso del DAE, non sono visibili nel video inizialmente diffuso e ampiamente circolato. Tuttavia, tali azioni emergono chiaramente da altri filmati mostrati successivamente da diversi organi di stampa, come l'edizione serale del TG5 di lunedì 20 luglio.
L'organizzazione ha ribadito il proprio profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, confermando la totale disponibilità a collaborare pienamente con gli inquirenti e l'Ausl. L'obiettivo è quello di garantire la massima trasparenza e fare piena luce sulla tragica vicenda avvenuta domenica a Bologna. Il defibrillatore utilizzato dall'equipaggio è stato consegnato alle autorità giudiziarie per le opportune verifiche.
La situazione legale e il profilo dei volontari
La decisione di iscrivere i quattro volontari nel fascicolo a modello 45-bis per omicidio colposo rappresenta un atto dovuto nell'ambito delle indagini preliminari, pur non configurando al momento una formale accusa nei confronti di persone specifiche.
Questa procedura consente agli inquirenti di svolgere tutti gli accertamenti necessari per ricostruire con esattezza quanto accaduto.
I soccorritori, pur essendo formati per interventi di emergenza, non sono professionisti sanitari con laurea in medicina o infermieristica, una distinzione importante nel contesto delle responsabilità. La loro iscrizione, sebbene cautelativa, ha generato un comprensibile stato di sconforto e turbamento, come evidenziato dal loro rappresentante legale. La Croce Rossa Italiana, nel pieno rispetto dell'operato della magistratura, continua a sostenere i propri volontari e a collaborare attivamente con le autorità per chiarire ogni aspetto della vicenda, ribadendo la propria missione di assistenza e soccorso.