Ad Amatrice, nella provincia di Rieti, la comunità ha commemorato il decimo anniversario del terremoto che, nella notte del 24 agosto 2016, distrusse gran parte del borgo, causando la morte di 239 persone. La ricorrenza è stata segnata da una fiaccolata silenziosa e dai rintocchi di campana, uno per ogni vittima, in un clima di profondo raccoglimento e memoria collettiva.
La cerimonia ha visto la partecipazione di cittadini, familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni. Il corteo ha attraversato il nuovo corso, sviluppatosi attorno alla torre civica, miracolosamente rimasta al suo posto e divenuta un simbolo di resistenza tra il vecchio e il nuovo paese.
Durante la veglia, sono stati letti i nomi delle vittime e sono state pronunciate parole di ricordo e speranza: "Per la decima volta – è stato detto durante la veglia – vogliamo ancora essere qui semplicemente per dire che ci siamo, ci siamo per chi non c’è più, ci siamo per chi c’è ancora e ci siamo per questa terra che ha diritto a rinascere…". Un volontario della Croce Rossa ha letto un passaggio evocativo: "Le fiaccole illuminano i passi … rappresentano il bisogno di luce nelle tenebre…".
Le istituzioni e la ricostruzione
Alla commemorazione ha partecipato anche la premier Giorgia Meloni, alla sua prima presenza alla cerimonia annuale da quando ricopre la carica. La giornata ha incluso celebrazioni ufficiali e una messa alle 17, officiata dal cardinale Zuppi.
La presenza della premier è stata accolta con favore dal sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, che ha espresso gratitudine per l'impegno del governo nella ricostruzione e per l'attenzione dedicata al ripopolamento delle aree colpite.
Il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha fornito dati aggiornati sugli interventi in corso. Ha evidenziato che negli ultimi tre anni sono stati spesi 4,3 miliardi di euro per la ricostruzione pubblica nell'area del cratere sismico. Attualmente risultano attivi 5.000 cantieri su 10.000 complessivi, segno di una ripresa significativa delle attività dopo un periodo di rallentamenti. L'area è stata definita "il cantiere più grande d’Europa", dove si sta lavorando non solo alla ricostruzione materiale di case, edifici pubblici e chiese, ma anche alla rinascita della vita comunitaria.
Memoria, resilienza e prospettive future
Il decimo anniversario del terremoto di Amatrice si è svolto all'insegna del ricordo indelebile e della ferma volontà di guardare al futuro. La comunità locale, unita alle istituzioni, ha ribadito con forza il diritto di questa terra a rinascere e la determinazione a portare avanti il percorso di ricostruzione, sia dal punto di vista materiale sia sociale. Le celebrazioni hanno rappresentato un momento cruciale di unità e di riflessione sul cammino percorso e su quello ancora da compiere per restituire piena vitalità ai territori colpiti dal sisma.