Una donna di nazionalità ucraina è stata arrestata a Vibo Valentia con l'accusa di tentato omicidio ai danni di un anziano di 87 anni. La donna, che lavorava temporaneamente come badante dell'uomo, è stata raggiunta da un provvedimento di fermo convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip), il quale ha disposto la sua detenzione in carcere, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura.

L'episodio, che ha scosso la comunità locale, si è verificato nella notte. L'intervento delle forze dell'ordine è scattato intorno alle 2:50 di mercoledì scorso, a seguito di una chiamata di soccorso.

Gli agenti delle Volanti, giunti sul posto, hanno trovato l'anziano disteso sul letto in stato di incoscienza, con diverse bende intrise di sangue che coprivano il suo corpo, in particolare nella zona addominale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla Squadra mobile di Vibo Valentia, la badante avrebbe allestito una rudimentale 'sala operatoria' all'interno della camera da letto dell'abitazione dell'anziano. Dopo averlo addormentato, presumibilmente con l'ausilio di sostanze dall'effetto sedativo, la donna avrebbe utilizzato un coltello da cucina per lacerargli la zona addominale. Durante l'interrogatorio, assistita dal suo legale, la donna ha dichiarato di aver agito con l'intento di rimuovere un non meglio precisato 'animale' che, a suo dire, si trovava all'interno dell'addome dell'uomo.

Le gravi condizioni dell'anziano e gli elementi sequestrati

L'anziano, vittima dell'aggressione, è stato immediatamente soccorso dal personale del 118 e trasportato d'urgenza all'ospedale di Vibo Valentia. Qui, i medici hanno riscontrato un'emorragia toracica massiva, una profonda ferita da taglio e multiple fratture scomposte. Data la gravità delle sue condizioni cliniche, il paziente è stato successivamente trasferito con urgenza all'ospedale di Catanzaro, dove attualmente si trova ricoverato con prognosi riservata, lottando per la vita.

Sul luogo dell'accaduto, gli agenti della Squadra mobile hanno proceduto al sequestro di diversi oggetti che si ritiene siano stati utilizzati o predisposti dalla donna per l'azione.

Tra gli elementi rinvenuti e confiscati figurano diversi coltelli, guanti in lattice e una confezione di sodio cloruro, tutti materiali che avvalorano la tesi di un tentativo di 'intervento' improvvisato e pericoloso.

Le indagini hanno inoltre rivelato che la donna aveva iniziato a lavorare presso l'abitazione dell'anziano alla fine del mese di giugno e il suo incarico temporaneo avrebbe dovuto concludersi il 20 agosto, ovvero il giorno successivo ai fatti. Un ulteriore elemento che ha spinto gli investigatori a procedere con il fermo è stato il riscontro di un evidente pericolo di fuga: nella stanza della badante, infatti, è stata trovata una valigia già pronta, suggerendo l'intenzione di allontanarsi.

Il ruolo cruciale della Squadra Mobile nelle indagini

La Squadra mobile della Questura di Vibo Valentia ha svolto un ruolo determinante nella conduzione delle indagini che hanno portato al fermo della donna. L'accurata raccolta degli elementi sul posto, inclusi i materiali sequestrati e la meticolosa ricostruzione della dinamica dei fatti, ha fornito un quadro probatorio solido. Questi elementi sono stati cruciali per la decisione del Gip di convalidare il fermo e disporre la custodia cautelare in carcere, riconoscendo la gravità del reato contestato e la necessità di garantire la giustizia.

La Squadra mobile, in quanto articolazione investigativa della Polizia di Stato, è specializzata nel contrasto alla criminalità e nella gestione di indagini complesse.

Le sue competenze si estendono ai reati gravi contro la persona, come i tentati omicidi, e includono la raccolta di prove fondamentali per l'azione giudiziaria, oltre alla tutela delle vittime. Il suo intervento tempestivo e professionale è stato essenziale per fare chiarezza su questo grave episodio di violenza nel Vibonese.