Due cacciatori sono stati denunciati per bracconaggio nella tarda serata di venerdì 14 agosto, nella zona di Terlago. Il personale forestale, durante un servizio di vigilanza rafforzata, ha individuato un veicolo in sosta su una strada forestale e, a seguito di un controllo su un vicino appostamento, ha scoperto i due uomini impegnati in attività venatoria. L'esercizio era in un periodo di divieto assoluto, precedente all'apertura della stagione di caccia e particolarmente delicato per gli amori del capriolo.
I cacciatori utilizzavano mezzi non consentiti, tra cui un fucile dotato di silenziatore.
Le successive perquisizioni, operate sui veicoli e presso le abitazioni dei due, hanno permesso di rinvenire un secondo fucile, anch'esso silenziato e potenziato con visore notturno, oltre a coltelli e materiale idoneo alla caccia notturna. Sono stati inoltre trovati trofei di selvaggina di provenienza illecita, come camosci e caprioli, macellati di recente. Tutto il materiale, inclusi i trofei, è stato sottoposto a sequestro e i due uomini sono stati segnalati all'Autorità giudiziaria.
Stagione della caccia in Trentino: quote e regolamenti
In vista dell'apertura della stagione venatoria, prevista per domenica 6 settembre, la Provincia di Trento ha definito le quote di prelievo autorizzate. Per il 2026, sono state fissate assegnazioni nette pari a 5.692 caprioli, 4.101 cervi e circa 3.000 camosci.
Tali numeri sono stati stabiliti dal Servizio faunistico, in un'ottica di gestione quinquennale che si estende fino al 2030, basandosi sulla consistenza rilevata delle specie e sulle loro variazioni nel tempo. L'obiettivo è favorire la diffusione del capriolo negli habitat idonei e mantenere una popolazione equilibrata per sesso ed età.
I provvedimenti provinciali indicano una leggera riduzione delle assegnazioni complessive per quest'anno, circa il 3% a livello provinciale per il capriolo, a causa di un lieve calo nei dati di censimento, sebbene con differenze significative tra i venti distretti faunistici. Per il cervo, si registra una diminuzione del 5% rispetto al 2025, con l'obiettivo di contenere la specie a fronte di un aumento numerico e di superficie occupata negli ultimi dieci anni, che ha causato danni all'agricoltura, al patrimonio forestale e maggiori investimenti stradali.
La gestione del camoscio, invece, è considerata più delicata, con circa 3.000 capi da abbattere nel 2026, a causa di epidemie di rogna sarcoptica in alcune aree specifiche.
L'appello del WWF e la gestione dei grandi carnivori
L'associazione ambientalista WWF ha rivolto un appello a tutte le Regioni italiane, chiedendo provvedimenti urgenti di sospensione o limitazione dell'attività venatoria nel mese di settembre. La richiesta è motivata dalle eccezionali condizioni climatiche che stanno interessando gran parte del Paese, tra cui siccità, incendi e caldo estremo, sottolineando che l'emergenza deve valere anche per gli animali.
In un contesto più ampio di gestione faunistica, la Provincia ha rilevato un aumento dei danni provocati dagli orsi, in particolare a bovini in alta Val di Sole, e sta intensificando il monitoraggio per identificare gli individui responsabili e intervenire con radiocollari. Anche i lupi causano danni, ma in questo caso la diffusione di cani da guardiania sta mostrando risultati positivi.