La città di Caserta ha tributato il suo ultimo, commosso saluto a Guido Roviello, un clochard di 62 anni, la cui vita è stata tragicamente interrotta da un brutale pestaggio. I funerali si sono svolti nella solenne Cattedrale di Caserta, celebrati dal vescovo Pietro Lagnese, e hanno visto una sentita partecipazione di esponenti delle parrocchie, volontariato, amici di Guido e numerosi fedeli. Sulla bara, una grande foto ritraeva Guido sorridente, evocando il ricordo di "un uomo buono, dal carattere mite", come lo hanno descritto le associazioni che negli anni lo avevano assistito e sostenuto.
La tragica vicenda che ha condotto alla morte di Roviello è scaturita da un futile litigio per un debito di appena 50 euro. L'aggressore, un uomo romeno di 40 anni, anch'egli senza fissa dimora, è stato prontamente arrestato e ha confessato l'aggressione, pur negando l'intenzione di uccidere il 62enne. Per lui, l'accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi. Il violento pestaggio, avvenuto in piazza Sant'Anna, è stato purtroppo ripreso in un video che è poi circolato sul web, amplificando lo sdegno pubblico. Guido Roviello è spirato in ospedale dopo due giorni di agonia, a causa delle gravissime lesioni interne ed esterne riportate durante l'aggressione. Già il giorno precedente le esequie, il vescovo Lagnese aveva espresso profondo dolore per l'accaduto, condannando fermamente l'indifferenza di coloro che avevano assistito alla scena senza intervenire in difesa della vittima.
La partecipazione della comunità e il ricordo di Guido
Le esequie hanno rappresentato un momento di profonda riflessione e di unione per la comunità casertana. Alla cerimonia funebre hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle parrocchie e del volontariato, anche alcuni senza fissa dimora, amici stretti della vittima, insieme a numerosi cittadini che lo avevano conosciuto incrociandolo quotidianamente in piazza Sant'Anna o che sono rimasti profondamente colpiti e scossi dall'episodio, desiderosi di testimoniare il proprio dolore. La Comunità di Sant'Egidio e altre associazioni di volontariato hanno ricordato il percorso di vita di Guido, che dopo la fine del matrimonio e la conseguente perdita di casa e lavoro, aveva visto la sua esistenza smarrirsi e costretto a vivere per strada.
Il vescovo Lagnese ha ribadito con forza il suo accorato messaggio durante la cerimonia, sottolineando la gravità dell'accaduto e la responsabilità collettiva.
"Ciò che più ci addolora", ha dichiarato il vescovo, "è che Guido sia morto nell'indifferenza di tanti, in una città che non ha saputo raccogliere il suo grido di sofferenza e che non ha saputo aiutarlo. Erano presenti delle persone mentre veniva barbaramente colpito fino alla morte, addolora sapere che nessuno sia intervenuto. Tutto ciò deve interrogarci e chiamarci a un esame di coscienza, coinvolti nel suo nome perché una situazione come questa non avvenga più".
Le indagini e il sostegno della Diocesi
L'arresto dell'aggressore è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari (gip) di Santa Maria Capua Vetere, confermando la gravità delle accuse a suo carico.
Un gesto di grande significato e vicinanza è stato l'assunzione delle spese per i funerali da parte della Diocesi di Caserta, a testimonianza del profondo impegno e della solidarietà istituzionale. La tragica vicenda ha scosso profondamente la comunità locale e le organizzazioni di volontariato, riaccendendo un importante dibattito sull'importanza di non restare indifferenti di fronte a episodi di violenza e al crescente disagio sociale. L'appello del vescovo Lagnese si è concluso con un invito all'intera città a un profondo esame di coscienza collettivo, affinché la memoria di Guido Roviello possa servire da monito e stimolo per prevenire che "una situazione come questa non avvenga più".