La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Basilicata, ha assolto con formula piena il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, e il direttore generale Michele Busciolano. L'assoluzione riguarda il procedimento contabile sulla nomina dei direttori generali esterni della Giunta regionale, come reso noto dall’ufficio stampa della Giunta lucana.
La Procura erariale aveva chiesto la condanna dei tre al pagamento di 227.436 euro, ipotizzando che la scelta di reclutare manager esterni anziché personale interno avesse causato un ingiustificato aggravio di spesa per le casse regionali.
Tale impostazione non è stata accolta dai giudici contabili.
Le motivazioni della sentenza
La sentenza, depositata oggi e presieduta dal dottor Luigi Cirillo, ha respinto integralmente le richieste della Procura. Il collegio ha evidenziato l’assenza di un effettivo danno economico e la mancanza dell’elemento soggettivo del dolo. I giudici hanno chiarito che, secondo il contratto collettivo e la normativa regionale, il trattamento economico per i direttori generali è identico, sia che provengano dall’esterno sia che siano dirigenti di ruolo. Non c’è stato, dunque, alcun maggior esborso per l’amministrazione pubblica, e la procedura adottata non ha generato costi aggiuntivi rispetto a una selezione interna.
Il ruolo della Corte dei Conti
La Corte dei Conti è un organo costituzionale che esercita funzioni di controllo e giurisdizionali in materia di contabilità pubblica. La Sezione Giurisdizionale per la Basilicata giudica sulle responsabilità amministrative e contabili dei soggetti che gestiscono risorse pubbliche nella regione. Le sue decisioni sono vincolanti e possono influenzare la gestione delle risorse degli enti locali e regionali.
Il procedimento ha confermato che le scelte della Giunta lucana, relative all’applicazione delle norme regionali e contrattuali sul reclutamento dei dirigenti, sono risultate conformi alla disciplina vigente e prive di conseguenze dannose per le finanze pubbliche.