A Montenero di Bisaccia, la famiglia di Domenico Racanati, scomparso dal 2 aprile 2026 in seguito al crollo del ponte sulla statale 16 che attraversa il fiume Trigno, ha rinnovato un accorato appello alle istituzioni. L'obiettivo è ottenere risposte chiare e tempi certi per le operazioni di ricerca e il dragaggio del fiume. Il cedimento del viadotto, situato al confine tra Abruzzo e Molise, ha tragicamente coinvolto l’automobile e la vita di Racanati, pescatore biscegliese di 53 anni, da allora irreperibile.

La sorella, Marisa Racanati, ha affidato ai social network un messaggio di profonda frustrazione: “Perché aspettare ancora se è tutto pronto?

Il 5 giugno sono state trovate masse ferrose nel fiume Trigno, potenzialmente riconducibili all’auto di mio fratello Mino. Prima si attende la burocrazia, poi emergono gli ordigni bellici e si perde altro tempo per individuare una ditta specializzata nel dragaggio. Oggi, 24 agosto, la situazione è ancora ferma”. Questo ritardo, evidenzia Marisa, prolunga un'attesa insopportabile per la famiglia.

L'angoscia della moglie e le richieste di chiarezza

Anche Vanessa De Marco, moglie di Domenico, ha espresso pubblicamente la propria angoscia e la stanchezza per l'interminabile attesa e l’assenza di risposte definitive. “Mancano pochi giorni al 2 settembre. Quel giorno saranno cinque mesi dalla sua scomparsa senza sapere dove sia mio marito e senza avere una risposta conclusiva.

Sto ancora aspettando la data precisa in cui verrà effettuato il dragaggio. Sono stanca e continuo a chiedermi perché è passato tutto questo tempo. Mio marito non è una pratica burocratica, non è un fascicolo, non è un numero. Ora basta aspettare. Rivoglio mio marito. Non può essere dimenticato sotto quel fiume”. Le sue parole risuonano come un grido di dolore e un'esigenza di giustizia.

Vanessa ha ricordato che già dal 5 giugno erano stati individuati tre punti specifici nel fiume Trigno dove le rilevazioni indicavano anomalie compatibili con la presenza di metallo. Nonostante ciò, da quella data non è stata comunicata alcuna certezza sull'avvio delle operazioni di dragaggio. Le difficoltà citate dalle autorità includono la necessità di ottenere autorizzazioni complesse, la presenza di ordigni bellici che richiedono bonifiche preventive e la ricerca di una ditta specializzata e idonea per l'intervento.

La famiglia chiede con forza che venga reso pubblico un cronoprogramma dettagliato degli interventi e che siano fornite risposte chiare e trasparenti sulle tempistiche e sugli ostacoli che ancora impediscono l'azione.

Ritardi e ostacoli nelle operazioni di ricerca

Il ponte crollato sulla statale 16, infrastruttura vitale per il collegamento tra Abruzzo e Molise, è stato al centro di verifiche e indagini approfondite da parte delle autorità. Tuttavia, le operazioni di ricerca di Domenico Racanati sono state costantemente rallentate da una serie di problemi tecnici e burocratici. Tra questi, la prioritaria necessità di bonificare l'area dalla presenza di ordigni e l'individuazione di operatori specializzati e qualificati per il dragaggio del fiume. La famiglia, stremata dall'attesa, continua a sollecitare con urgenza che le procedure vengano accelerate, nella speranza di ottenere finalmente una risposta definitiva sulla sorte del proprio caro.