I due agenti di polizia coinvolti nell’intervento che il 19 luglio scorso ha portato alla morte di Abderrahim Fakir, cittadino marocchino di 42 anni, sono rientrati in servizio la mattina del 10 agosto 2026. La riassegnazione è avvenuta presso il Commissariato Bolognina‑Pontevecchio di Bologna, dove i poliziotti sono stati destinati a mansioni d’ufficio, escludendo per il momento l’impiego sulle “volanti”. Questa decisione riflette le procedure interne e l’attesa degli sviluppi delle indagini in corso, che mantengono alta l’attenzione sulla vicenda.

Le Indagini in Corso e la Posizione degli Agenti

La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, classificato con il modello “45 bis”, per approfondire le circostanze della morte di Fakir. Il procedimento penale vede coinvolti, oltre ai due agenti, anche quattro operatori della Croce Rossa che erano presenti durante l’intervento avvenuto in via Svevo. L’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei poliziotti, ha commentato la riassegnazione, sottolineando come questa scelta sia stata prevista e ritenuta opportuna nel contesto attuale. “Come immaginavo, sono rimasti nella loro funzione, nel loro gruppo di appartenenza”, ha spiegato Bordoni. “Mantenerli a un servizio interno piuttosto che metterli immediatamente di ‘volante’, anche per una ripresa progressiva di quella che è la loro attività, è probabilmente una scelta opportuna”.

Questa disposizione permette agli agenti di riprendere gradualmente la loro attività lavorativa in un ambiente meno esposto, in attesa che il quadro investigativo si chiarisca.

L'Acquisizione della Bodycam e gli Accertamenti Tecnici

Parallelamente alle indagini sulla dinamica dell’intervento, la mattina del 10 agosto è stata compiuta un’importante operazione tecnica. Presso un laboratorio dei Ris di Roma, è stata acquisita la copia forense della bodycam indossata dal capopattuglia, uno dei due agenti coinvolti nell’episodio. Il dispositivo, che era stato attivato prima dell’inizio dell’intervento, è ora al centro degli accertamenti. L’avvocato Bordoni ha precisato che l’acquisizione della copia forense costituisce un atto preliminare fondamentale per il successivo esame tecnico del contenuto.

L’attenzione principale è rivolta al miglioramento della qualità audio. “Per quello che riguarda le operazioni tecniche, oggi è stata eseguita la copia forense della bodycam come atto proludente a un suo esame che immagino essere anche nella direzione da me proposta, cioè di miglioramento dell’audio”, ha dichiarato Bordoni. Ha poi aggiunto che, mentre la qualità video è “di ottima qualità” e non necessita di miglioramenti, l’audio “era sovrastato dal rumore delle cicale, dal rumore di fondo, e invece bisogna migliorarlo, pulirlo per un miglior ascolto”. L’obiettivo è quindi quello di ottenere una registrazione sonora più chiara e dettagliata, essenziale per la ricostruzione degli eventi.

Il Contesto del Commissariato Bolognina‑Pontevecchio

Il Commissariato Bolognina‑Pontevecchio, sede della riassegnazione dei due agenti, è una struttura chiave della Polizia di Stato a Bologna. Questa sede svolge un ruolo essenziale nel controllo del territorio, nella prevenzione e repressione dei reati, oltre a ricoprire funzioni di polizia giudiziaria e amministrativa nell’area di sua competenza. Il ritorno in servizio dei poliziotti in un contesto d’ufficio all’interno di questo commissariato permette di mantenere la loro operatività, seppur con mansioni diverse, in attesa che le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir forniscano ulteriori elementi chiarificatori.