Il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto gli arresti domiciliari per Denni Dileo e Rosario Piscopo, due dei cinque agenti della Polizia Locale coinvolti in una complessa inchiesta della Procura. I due sono indagati per gravi reati quali peculato, falso ideologico e arresto illegale. Questa decisione giunge a seguito dell’udienza che si è tenuta nella mattinata del 25 agosto 2026 davanti ai giudici della Libertà, attenuando la precedente misura cautelare del carcere.

Gli agenti Dileo e Piscopo erano stati detenuti a partire dal 9 agosto, nell’ambito di un’indagine coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia.

I loro legali, Susanna Rita Marangoni e Pietro Stimolo, avevano presentato istanza per la revoca o, in subordine, per un’attenuazione della misura cautelare detentiva, inizialmente disposta dal giudice per le indagini preliminari Elio Sparacini. Durante l’udienza, gli avvocati hanno fermamente sostenuto la tesi difensiva, dichiarando: “Abbiamo dimostrato, dal nostro punto di vista, che non c’è stata appropriazione” di denaro da parte degli agenti arrestati. L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia di un presunto pusher, il cui arresto, avvenuto a Corsico il 16 luglio, è al centro delle accuse. Secondo l’ipotesi della Procura, in quell’occasione gli agenti si sarebbero appropriati di 1.450 euro.

Le posizioni degli altri agenti indagati

La vicenda giudiziaria ha già visto sviluppi per altri coinvolti. Precedentemente, il 21 agosto, lo stesso Tribunale del Riesame aveva già disposto gli arresti domiciliari per altri due agenti indagati nella medesima inchiesta: Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese. La posizione della commissaria Ilenja Sabato si distingue ulteriormente: per lei, la misura cautelare del carcere era stata attenuata in tempi più rapidi, e attualmente si trova anch’essa ai domiciliari. La sua difesa, curata dall’avvocato Giovanni Briola, sta attualmente valutando la possibilità di presentare una nuova istanza al giudice per le indagini preliminari, cercando ulteriori alleggerimenti della misura.

Il ruolo e la funzione del Tribunale del Riesame

Il Tribunale del Riesame di Milano, come organo giurisdizionale, svolge un ruolo cruciale nel sistema giudiziario italiano, in particolare per quanto concerne le misure cautelari. La sua funzione principale è quella di esaminare la legittimità e la fondatezza delle misure cautelari personali, come gli arresti o i domiciliari, che vengono applicate durante la fase delle indagini preliminari. Questo avviene su ricorso presentato dagli indagati o dai loro difensori, i quali contestano le decisioni prese dal giudice per le indagini preliminari. Attraverso questo meccanismo, il Tribunale garantisce una seconda valutazione delle esigenze cautelari, assicurando il rispetto dei diritti fondamentali delle persone sottoposte a indagine e la corretta applicazione delle norme procedurali.

La sua attività è essenziale per bilanciare l'esigenza di repressione dei reati con la tutela delle libertà individuali, verificando che le restrizioni della libertà personale siano proporzionate e giustificate dalle prove e dalle necessità processuali, come previsto dal codice di procedura penale.