Una neonata di due mesi è deceduta il 9 agosto. La bambina, nata prematura e affetta da una grave malattia genetica, era stata ricoverata a Vasto il 4 agosto per una caduta accidentale in casa e dimessa il 6 agosto. Il 9 agosto, manifestando problemi respiratori, la madre ha richiesto soccorso.

La madre ha dichiarato: “Voglio solo sapere la verità, cosa è successo alla mia bimba, perché è morta così subito, perché all'ospedale mi hanno detto non c'è niente e hanno continuato a dire che non c'è niente”. Il legale chiede giustizia per la settima figlia.

L'inchiesta della Procura di Vasto farà luce sull'accaduto, esaminando soccorsi e valutazioni mediche.

L'autopsia, affidata all'anatomopatologo Stefania De Simone, sarà cruciale. I risultati, attesi entro 60 giorni, chiariranno aspetti come le dimissioni da Vasto. Ha aggiunto: “La morte è avvenuta in modo assai ambiguo, quindi per noi poteva essere evitata e sarà compito del medico legale stabilire se c'erano le possibilità di salvarla”.

I soccorsi e le criticità logistiche

Il 9 agosto, la madre, accortasi che la neonata non respirava, ha chiamato il 112. L’elisoccorso non era disponibile. Un’ambulanza è intervenuta, impiegando venti minuti per raggiungere Montesorbo, lungo una strada dissestata.

La piccola è stata poi trasferita a Vasto e successivamente a Pescara, dove i sanitari hanno tentato di rianimarla per sette ore, senza successo.

Il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti, ha testimoniato le difficoltà: “Anche io mi sono permesso di chiamare il Nue e mi hanno passato la sala operativa del 118, ho insistito che venissero in elicottero a Guilmi, perché le strade per arrivare sono sconnesse e ci vuole tantissimo tempo per arrivare a Vasto. Ma me lo hanno negato perché due elicotteri erano già impegnati. Ho specificato più volte che la bambina aveva due mesi e che la stavano rianimando”.