Noemi Impellizzeri, 33 anni, è stata trovata morta impiccata nella sua abitazione a Riposto, Catania, domenica scorsa. Il compagno, che ha rinvenuto il corpo, ha riferito agli investigatori che Noemi gli avrebbe preannunciato l'intenzione di togliersi la vita. La Procura di Catania ha iscritto l'uomo nel registro degli indagati per omicidio; il suo avvocato, Ivan Siragusa, ha confermato l'atto come "dovuto". L'autopsia, finora, non ha fornito indicazioni univoche. Un incendio si è sviluppato nella casa, lambendo il cadavere.

Indagine: suicidio o femminicidio?

Il caso, inizialmente ipotizzato come suicidio, è ora oggetto di indagini approfondite. I familiari di Noemi, inclusa la sorella Valentina, escludono categoricamente il suicidio, sostenendo che la donna non avesse motivi. Una perizia di parte evidenzia "validi elementi per escludere il suicidio tramite impiccagione".

Il cadavere è stato rinvenuto dopo l'allarme dei vicini, svegliati alle 4:30 da cani agitati e odore di fumo. Le fiamme si erano propagate principalmente nel vano d'ingresso, dove i vigili del fuoco hanno recuperato del solvente per unghie, possibile innesco. La posizione del compagno resta al vaglio.

Sospetti e accertamenti

Procura e carabinieri di Giarre valutano l'ipotesi di una messinscena per nascondere un femminicidio.

L'indagato, tramite il suo legale, sta collaborando. Le indagini si concentrano su chat, video e autopsia. Il compagno, dopo aver trovato il corpo, non ha allertato subito le forze dell'ordine, ma ha avvisato un fratello. I familiari, che respingono il suicidio, confidano che l'autopsia possa fornire risposte decisive.