La cappella del cimitero di rione Santo Spirito a Bari è stata oggetto di una grave profanazione nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2026. La scoperta dell'atto vandalico è avvenuta la mattina successiva, il 26 agosto, quando i parroci del quartiere si sono recati nella necropoli per celebrare la messa in suffragio dei defunti. Gli ignoti responsabili si sono introdotti nel luogo sacro, causando danni significativi e un profondo turbamento nella comunità.

Durante l'incursione, gli autori hanno distrutto l'altare e il tabernacolo, trafugando le ostie consacrate, un gesto di particolare gravità e sacrilegio per la fede cattolica.

Non solo, sono stati anche rubati i paramenti sacri e danneggiata la statua della Madonna, un simbolo di devozione profondamente radicato e custodito con cura all'interno della cappella. L'entità del danno materiale e spirituale ha lasciato un segno indelebile.

Indignazione e solidarietà della comunità

L'episodio ha generato un profondo sconcerto e un vasto turbamento tra la comunità di Santo Spirito, Catino e San Pio. La vicinanza dell'accaduto alla festa patronale in onore di Maria Immacolata ha amplificato il senso di dolore e frustrazione. I parroci don Fabio Campione, don Tommaso Genghi e don Gianni De Robertis hanno espresso congiuntamente la loro condanna, definendo l'atto “un gesto ignobile, che ha profondamente turbato l’intera comunità in un momento di preghiera e di festa”.

Anche la consigliera comunale Laura De Marzo ha manifestato la sua più sincera vicinanza ai sacerdoti e a tutti i fedeli. Ha sottolineato con forza come l'atto vandalico non colpisca unicamente beni materiali, ma rappresenti un attacco diretto ai valori della fede, al rispetto per i defunti e alla tradizione storica che appartiene profondamente a questo territorio. La consigliera ha evidenziato che “quanto accaduto fa così male” perché la cappella è un luogo intriso del dolore di tante famiglie, del ricordo di chi non c’è più, delle preghiere silenziose e della speranza cercata nei momenti più difficili.

De Marzo ha concluso il suo intervento con un messaggio di resilienza: “Chi ha fatto questo forse pensava di lasciare soltanto macerie.

In realtà ha ricordato a tutti quanto siano preziose la fede, il rispetto e il sentirsi comunità. E quelle, per fortuna, non si possono né rubare né distruggere.”

Il valore spirituale e comunitario della cappella

La cappella del cimitero di Santo Spirito rappresenta un punto di riferimento essenziale per la vita spirituale e sociale del quartiere. È un luogo di raccoglimento e di memoria, dove numerose famiglie si ritrovano per onorare i propri cari scomparsi e per trovare conforto. La sua funzione è particolarmente sentita durante le ricorrenze dedicate ai defunti e le festività patronali, momenti di forte aggregazione e profonda spiritualità per l'intera collettività.

La presenza di paramenti sacri, statue e oggetti liturgici all'interno della struttura testimonia in modo eloquente l'importanza e la sacralità che la comunità attribuisce a questo spazio di culto e preghiera.

La profanazione, avvenuta a ridosso della festa patronale, ha quindi assunto un significato di dolore collettivo e di ferita profonda per i residenti, che si preparavano a un momento di condivisione e fede.

Di fronte a tale atto, le autorità locali e religiose hanno già manifestato l'intenzione di fornire il massimo sostegno alla comunità per la ricostruzione materiale e morale del luogo sacro, riaffermando con forza il valore della resilienza e della fede di fronte a gesti così vili e distruttivi.