La Procura di Milano ha ottenuto l'archiviazione per 18 militanti di estrema destra, indagati per i saluti romani e la "chiamata del presente" durante il corteo del 29 aprile 2023 a Milano, in memoria di Sergio Ramelli. Il provvedimento, richiesto dal pm Alessandro Gobbis e accolto dalla gip Rossana Mongiardo, ha riguardato accuse di manifestazione fascista, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Per la Procura, il contesto della commemorazione è stato centrale: il pubblico ministero ha escluso che nelle celebrazioni annuali emergessero elementi idonei a configurare un concreto pericolo per l'assetto democratico o la ricostituzione del partito fascista.

Il saluto romano è stato ricondotto all'intento di ricordare la memoria di un ragazzo, non a un gesto di intolleranza o discriminazione.

Il corteo per Sergio Ramelli

Il fascicolo d'indagine si riferiva alla manifestazione del 2023, organizzata il 29 aprile, per onorare la memoria di Sergio Ramelli. Militante del Fronte della Gioventù, Ramelli fu ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia. Durante il corteo, i partecipanti avevano risposto alla "chiamata del presente" e compiuto saluti romani. La richiesta di archiviazione ha riguardato tutti i 18 indagati, con la gip che ha condiviso l'impostazione della Procura.

Il provvedimento evidenzia un mutamento della linea adottata negli ultimi anni dalla Procura di Milano in casi analoghi.

In passato, per episodi simili di saluti romani nelle commemorazioni per Ramelli, la Procura aveva spesso richiesto il rinvio a giudizio. L'ambito giudiziario aveva registrato decisioni non uniformi, con assoluzioni e condanne. La richiesta del pm Gobbis, che segue i fascicoli dal 2023, si inserisce nella nuova impostazione dell'ufficio, guidato da Marcello Viola.

I criteri della Cassazione

La decisione si inserisce in un quadro che richiama i criteri stabiliti dalla Cassazione. Questo riferimento è stato determinante per il nuovo orientamento della Procura di Milano, che ha portato all'archiviazione per i 18 militanti. L'interpretazione del saluto romano in contesti commemorativi, come quello per Sergio Ramelli, è stata riconsiderata alla luce di tali principi, escludendo il pericolo di ricostituzione del partito fascista o la natura discriminatoria del gesto in tale frangente.