Il 24 agosto 2026, due caschi blu sono stati uccisi in un'imboscata nello stato di Jonglei. Una pattuglia della Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (Unmiss), diretta verso Pajut, è stata attaccata da "individui armati non identificati". L'azione potrebbe "costituire un crimine di guerra", secondo la missione.

Sette feriti: tre caschi blu, due agenti di polizia sud sudanese e due civili. L'Unmiss ha dispiegato una "Forza di Reazione Rapida" per sicurezza e supporto.

L'attacco e le reazioni ufficiali

L'imboscata, in una zona remota di Jonglei, è teatro di conflitto tra forze governative e opposizione.

Anita Kiki Gbeho, Capo dell’Unmiss, ha definito "inaccettabile" la violenza letale contro il personale di pace nel Sud Sudan. Identità e nazionalità dei militari non sono state rese note.

Attacchi al personale di pace sono rari, ma la violenza nella regione resta elevata. Oltre 450 episodi di violenza contro operatori umanitari e risorse sono stati segnalati tra gennaio e luglio.

Il contesto del conflitto in Sud Sudan

Indipendente dal 2011, il Sud Sudan è tra le nazioni più povere e instabili. Un accordo di condivisione del potere del 2018 tra il presidente Salva Kiir e l'opposizione aveva portato una tregua post-guerra civile. La situazione è precipitata: il conflitto si è intensificato da dicembre, con l'opposizione che ha preso il controllo di postazioni governative a Jonglei e il governo che ha risposto con bombardamenti aerei e assalti di terra.

L'Unmiss, attiva dal 2011, protegge i civili, monitora i diritti umani e supporta il processo di pace. In questo contesto di instabilità, il governo sud sudanese tenta di organizzare le prime elezioni a dicembre. Gli Stati Uniti hanno invitato le parti al dialogo per la pace e per evitare una nuova guerra civile.