A dieci anni dal terremoto del 2016, la consigliera regionale Donatella Tesei (Lega), ex presidente della Regione Umbria, ha evidenziato il grande lavoro svolto per la ricostruzione dei territori colpiti. Tesei ha sottolineato come, nel periodo 2019-2024, la gestione del centrodestra abbia conseguito risultati concreti, adottando un approccio pragmatico e una governance multilivello che ha visto la collaborazione di Governo, Regioni, Comuni e strutture dedicate. Il rapporto sul “Laboratorio Sisma 2016”, presentato dal commissario alla ricostruzione Guido Castelli, certifica l'efficacia di questo percorso, indicando l’Umbria come un modello nazionale per la gestione della ricostruzione post-sisma.
Dati e progressi della ricostruzione
Il Rapporto Ricostruzione 2026 evidenzia progressi significativi. In Umbria, sono stati concessi quasi 1,54 miliardi di euro per la ricostruzione privata, mentre oltre 802 milioni di euro sono stati programmati per le opere pubbliche. Nelle province di Perugia e Terni, le richieste di contributo per la ricostruzione privata ammontano a 5.469, con 3.948 approvazioni. Le liquidazioni hanno raggiunto 998,9 milioni di euro, corrispondenti al 65% degli importi concessi. Attualmente, 1.110 cantieri sono in corso e 2.699 sono stati conclusi.
Analizzando i dati provinciali, a Perugia si registrano 5.141 richieste presentate, con oltre 1,44 miliardi di euro concessi e 931,4 milioni liquidati.
Tra i comuni maggiormente interessati figurano Norcia, Spoleto, Cascia e Preci. Nella provincia di Terni, le richieste sono 328, con oltre 90,4 milioni di euro concessi e 67,4 milioni liquidati.
Approccio strategico e governance
La consigliera Tesei ha rimarcato come la ricostruzione sia stata gestita focalizzandosi esclusivamente sulle esigenze delle comunità colpite, indipendentemente dall'orientamento politico dei governi nazionali. L'introduzione di ordinanze speciali ha segnato una svolta, facilitando il superamento degli ostacoli e l'accelerazione delle procedure. Il modello di governance multilivello, che ha coinvolto diverse istituzioni, è ora riconosciuto come un esempio a livello nazionale.
Il rapporto del commissario Castelli evidenzia che la ricostruzione non si è limitata a una risposta emergenziale, ma si è trasformata in una vera e propria strategia di rilancio per l'Appennino centrale, integrando rigenerazione urbana, innovazione, prevenzione e coesione territoriale.
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, l'Umbria ha programmato 541 interventi per un totale di circa 802,1 milioni di euro, distribuiti in 61 comuni. La provincia di Perugia vede 478 interventi, mentre quella di Terni ne conta 63. Tra i comuni con le maggiori risorse figurano Norcia, Spoleto, Foligno, Perugia e Cascia. Il rapporto segnala inoltre una contrazione dell'assistenza abitativa, con una diminuzione delle dichiarazioni attive e dei beneficiari delle soluzioni di emergenza.
Il caso di Castelluccio di Norcia e prospettive future
Un'area di particolare interesse è Castelluccio di Norcia, per la quale sono stati stanziati circa 68 milioni di euro destinati alla ricostruzione integrata del centro storico e delle frazioni adiacenti. Il progetto include la creazione di una piattaforma strutturale dotata di sistemi di isolamento sismico, su cui verranno ricostruiti edifici pubblici e privati. Sono in corso anche interventi sul patrimonio storico, tra cui la chiesa di Santa Maria Assunta.
Tesei ha espresso gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito al processo di ricostruzione: dalle strutture regionali a imprese e professionisti, dai volontari della Protezione civile alle forze dell'ordine, fino ai sindaci e agli amministratori locali.
Ha concluso ribadendo che i risultati ottenuti costituiscono una solida base per il futuro dell'Umbria e dell'Appennino centrale, esortando a proseguire l'impegno per completare la rinascita dei territori colpiti dal sisma.