Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha rilasciato una dichiarazione netta in merito al concerto del trapper Tony Boy, previsto per il 27 agosto al Velodromo della città. L’intervento del primo cittadino giunge a seguito dell’arresto dell’artista, avvenuto nei giorni scorsi a Milano. Tony Boy è accusato di spaccio di droga, possesso abusivo di arma illegale e resistenza a pubblico ufficiale, con l’udienza di convalida fissata per il 25 agosto davanti al gip di Milano. La posizione dell’amministrazione comunale è chiara: la città non intende dare spazio a comportamenti incompatibili con i propri valori.

La ferma posizione dell’amministrazione comunale di Palermo

In attesa degli sviluppi giudiziari e delle determinazioni degli organizzatori dell’evento, il sindaco Lagalla ha sottolineato che l’Amministrazione si riserva «ogni valutazione di competenza». Ha poi aggiunto con fermezza: «Riteniamo doveroso affermare fin d’ora che Palermo non intende dare spazio né legittimazione a comportamenti che, qualora confermati, sarebbero del tutto incompatibili con i valori della nostra comunità». Il sindaco ha ribadito l’apertura della città alla musica e ai grandi eventi, ma ha precisato che «apertura non significa assenza di responsabilità. Palermo è una città che accoglie, ma sa anche prendere le distanze da ciò che non condivide».

Questo messaggio è stato inviato chiaramente anche agli organizzatori del concerto.

Valori, responsabilità e il ruolo degli artisti come modello

L’amministrazione comunale ha evidenziato l’importanza della cultura, della musica e della libertà di espressione, ma ha al contempo ribadito che «non può essere indifferente ai comportamenti di chi sale su un palco e diventa, a tutti gli effetti, un modello per migliaia di giovani». Lagalla ha ulteriormente chiarito la posizione ufficiale: «Alla luce delle notizie relative all’arresto di Tony Boy e alle accuse contestate dalla magistratura, riteniamo doveroso ribadire con chiarezza che l’Amministrazione comunale e la città di Palermo prendono le distanze, senza ambiguità, da qualsiasi comportamento che possa risultare incompatibile con il rispetto della legge e delle regole della convivenza civile».

L’assessore alla Cultura, Antonio Rini, ha rafforzato questo concetto, dichiarando: «Non vogliamo artisti con droga e armi come modello». Gli organizzatori del concerto, nel frattempo, hanno deciso di prendere tempo, in attesa degli sviluppi giudiziari che si preannunciano.

Il sindaco ha concluso il suo intervento sottolineando che spetterà alla magistratura «accertare responsabilità e fatti», e che l’intenzione non è «anticipare alcun giudizio di colpevolezza». Tuttavia, proprio in attesa che la vicenda sia chiarita, l’amministrazione ritiene che «Palermo non possa accettare come se nulla fosse che si svolgano in città eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di tale gravità».