Il concerto di Jovanotti, atteso per il 17 agosto nell'area dell'ex cartiera a Barletta, è stato ufficialmente annullato. La decisione è giunta in seguito al verdetto di non idoneità del sito, pronunciato dalla Asl durante una conferenza dei servizi tenutasi la mattina del 12 agosto. La motivazione principale è il ritrovamento di un frammento di amianto, di circa sei-otto centimetri, nei pressi dell'ingresso dell'ex sito industriale. Si è temuto che i trentatremila partecipanti previsti potessero calpestare altri pezzi di amianto nascosti nell'area, liberando fibre pericolose nell'aria e compromettendo la sicurezza sanitaria.

La vicenda aveva preso il via due mesi fa, con la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica riguardante la salubrità dell'ampia area dell'ex industria cartiera, che si estende per cinquanta ettari. Gli organizzatori stanno ora valutando la possibilità di riprogrammare l'evento a Bari, con una data ipotetica fissata per il 19 settembre. In caso di conferma, i biglietti già acquistati rimarranno validi, con l'opzione di richiedere un rimborso per chi lo desiderasse.

La decisione e le reazioni degli organizzatori

Durante la conferenza dei servizi, è stato evidenziato che la sola presenza di un frammento di amianto implica un elevato rischio di ulteriori ritrovamenti, rendendo l'area inadatta a ospitare un evento di massa.

Salvadori, uno degli organizzatori, ha espresso un certo disappunto, affermando: "Quando c'è un esposto alla Procura, la posizione più comoda è dire 'non si fa'. Mi viene da dire che se passa qualcuno al San Nicola e butta un pezzo d'amianto dentro si può ipotizzare che ce ne siano altri e quindi andiamo a vietare i concerti anche al San Nicola." La priorità, tuttavia, è stata la tutela della salute pubblica e la prevenzione dei pericoli legati all'esposizione a una sostanza notoriamente nociva.

Precedenti e inchieste sui concerti a Barletta

L'attenzione verso la sicurezza e l'impatto ambientale dei grandi eventi musicali a Barletta non è nuova. Già il concerto di Jovanotti del luglio 2022, tenutosi sulla litoranea di ponente, aveva generato polemiche e un'inchiesta della Procura di Trani.

A distanza di tre anni dall'evento, tre persone risultano indagate con l'ipotesi di reato di inquinamento ambientale colposo e abuso edilizio in area protetta. Tra gli indagati figurano un dirigente comunale ai lavori pubblici, l'allora amministratore unico della Barsa (azienda multiservizi del Comune) e il progettista incaricato dall'organizzazione del concerto.

Le indagini si sono concentrate sui lavori di allestimento del palco sulla spiaggia, che secondo le accuse avrebbero modificato in modo significativo l'assetto naturale del tratto costiero. Le contestazioni riguardano la compromissione delle dune, l'eliminazione della vegetazione spontanea e l'alterazione di un habitat particolarmente delicato, incluso nell'area protetta della foce del fiume Ofanto.

Gli accertamenti tecnici hanno rilevato una movimentazione di circa 7.700 metri cubi di sabbia per una profondità di circa mezzo metro, con una conseguente trasformazione fisica dell'arenile e l'alterazione dell'habitat dunale. Già all'epoca, associazioni ambientaliste avevano sollevato segnalazioni e chiesto verifiche preventive alla Regione e al ministero dell'Ambiente. Le difese degli indagati, tuttavia, respingono ogni addebito, sostenendo la correttezza dell'iter amministrativo seguito per l'organizzazione dell'evento, che vide la partecipazione di circa 30.000 spettatori.