La Polizia Stradale di Imperia ha recentemente concluso un'operazione che ha portato all'individuazione e al fermo di un uomo di 28 anni, ritenuto responsabile di una serie prolungata di furti di carburante. Questi episodi illeciti si sono verificati in diverse aree di servizio, estendendosi tra le province di Imperia e Savona. Le indagini, condotte con meticolosità, hanno permesso di ricostruire dettagliatamente il modus operandi adottato dall'individuo per ottenere rifornimenti senza mai corrispondere il relativo pagamento.
Il sofisticato sistema di furto e l'intervento della Polstrada
Gli accertamenti investigativi hanno rivelato che il sospettato era riuscito a individuare una modalità per accedere ai sistemi delle colonnine self-service presenti nelle aree di servizio. Questa capacità gli ha consentito di erogare carburante per un valore complessivo di decine di migliaia di euro, accumulando un ingente danno economico senza alcun esborso. Ulteriori approfondimenti hanno fatto emergere che l'uomo non agiva da solo, ma avrebbe intessuto una rete di rapporti con alcuni conducenti professionali conniventi, ai quali garantiva rifornimenti di carburante ottenuti attraverso il medesimo sistema fraudolento.
L'epilogo di questa attività illecita si è concretizzato in occasione di un recente rifornimento.
Presso un'area di servizio situata sull'autostrada A10, nel territorio della provincia di Savona, l'uomo è stato colto in flagranza di reato dalla Polstrada, che lo attendeva. Al momento dell'intervento degli agenti, il sospettato ha opposto una strenua resistenza, rendendo inevitabile e necessario il suo immediato arresto.
Il fenomeno dei furti di carburante: un contesto più ampio a Savona
Il caso appena descritto si inserisce in un contesto più ampio di frodi e furti di carburante che hanno interessato la provincia di Savona. In un'operazione distinta, ma che evidenzia la persistenza del fenomeno, i Carabinieri di Millesimo hanno recentemente concluso una complessa indagine. Questa ha portato alla denuncia di dodici persone, accusate di ricettazione di carburante e clonazione di carte carburante.
L'inchiesta era partita dalla segnalazione di una società di trasporti, vittima di rifornimenti anomali.
Le indagini dei Carabinieri hanno svelato un meccanismo criminale sofisticato e ben organizzato. Questo sistema prevedeva la raccolta dei dati delle carte carburante aziendali, la loro successiva duplicazione su supporti magnetici e l'utilizzo di software specifici per la clonazione delle carte. Tali carte venivano poi impiegate per effettuare rifornimenti fraudolenti in numerosi distributori, non solo in Liguria, ma anche in Piemonte, Lombardia, Veneto e persino in Francia. Il carburante così ottenuto veniva poi ricettato attraverso una filiera ben organizzata, con i proventi trasferiti all'estero per ostacolarne la tracciabilità. Il danno patrimoniale finora accertato si aggira intorno ai 13.000 euro, ma l'operatività del gruppo sembrava essere ben più estesa di quanto inizialmente emerso nella sola provincia di Savona.