Un ventenne di origini egiziane ha confessato davanti agli investigatori l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di un dodicenne. L'episodio contestato è avvenuto venerdì 18 settembre 2026 nel parco dell’Arrivore, a Torino nord. Nella notte, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità, già riferite dal minore, sostenendo di essere stato «sotto l'effetto di droga» al momento dei fatti.
Il fermo e la situazione giudiziaria del ventenne
Il fermo del giovane, disposto dalla pm Eleonora Guerra, è stato eseguito lunedì 21 settembre dagli investigatori della Squadra mobile di Torino e dagli agenti del commissariato Barriera Nizza.
Il ventenne, italiano di origini egiziane, risulta senza fissa dimora e senza occupazione, con precedenti per reati contro il patrimonio. Si trova in carcere a Torino, a disposizione dell’autorità giudiziaria, con l'accusa di violenza sessuale aggravata.
Dagli accertamenti è emerso che il giovane era già sottoposto all’obbligo di firma. La misura cautelare era stata rispettata fino a venerdì 18 settembre, giorno della violenza, ma da allora il ventenne non si è più presentato per la firma. Questo elemento, raccolto dagli investigatori, completa il quadro della sua posizione giudiziaria.
La dinamica dei fatti e le indagini
La ricostruzione degli inquirenti indica che il sospettato avrebbe attirato il dodicenne nel cortile delle case popolari con la scusa di un giro in monopattino, conducendolo al parco dell’Arrivore, dove si sarebbe consumato l'abuso.
Dopo i fatti, il ragazzino sarebbe stato accompagnato in un minimarket della zona, dove l'uomo gli avrebbe comprato una bibita e un pacchetto di patatine.
Il minore, ritrovato in stato di choc, ha raccontato l'accaduto alla madre, che ha allertato la polizia. Le indagini della Squadra mobile sono proseguite con l'acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e con ulteriori riscontri.