La Provincia di Bolzano ha espresso una ferma critica nei confronti dello sciopero del trasporto pubblico locale (TPL), indetto per lunedì 7 settembre 2026, una data che coincide significativamente con il primo giorno di scuola. La mobilitazione, proclamata a livello nazionale dai sindacati del settore, avrà ripercussioni concrete anche in Alto Adige. In aggiunta, le rappresentanze sindacali locali hanno specificamente invitato il personale della società Sasa ad astenersi dal lavoro per tre ore, dalle 9 alle 12, proprio in concomitanza con l'avvio delle attività didattiche.

L’assessore provinciale alla Mobilità, Daniel Alfreider, pur riconoscendo il "diritto di sciopero" come principio inalienabile, ha voluto richiamare l'attenzione su concetti fondamentali quali la misura, la proporzionalità e la responsabilità. Il suo appello è rivolto in particolare alle famiglie, alle studentesse, agli studenti e ai pendolari, categorie che saranno direttamente colpite dall'interruzione del servizio. La presa di posizione dell'assessore si concentra, infatti, non sulla legittimità dell'astensione, ma sulla sua collocazione temporale, fissata proprio nel giorno di riapertura delle scuole, e sui disagi che tale scelta potrebbe arrecare a migliaia di utenti che quotidianamente si affidano al trasporto pubblico.

La posizione della Provincia sul servizio pubblico locale

Alfreider ha argomentato la sua critica allo sciopero evidenziando il contesto e le condizioni del trasporto pubblico locale in Alto Adige. Ha sottolineato come negli ultimi anni la Provincia abbia attivamente operato per la stabilizzazione dei servizi, garantendo, a suo dire, stipendi superiori rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali. L’assessore ha inoltre evidenziato condizioni lavorative considerate nettamente migliori rispetto a quelle riscontrabili in altre regioni italiane, frutto anche degli importanti miglioramenti introdotti attraverso Sasa, la società in house della Provincia, che gestisce gran parte del servizio.

Secondo la ricostruzione fornita dall’amministrazione provinciale, gli interventi messi in atto hanno avuto un impatto diretto e positivo sul personale. Alfreider ha dichiarato che, alla luce di questi significativi miglioramenti già implementati, si sarebbe atteso dai sindacati una maggiore sensibilità e la volontà di evitare una nuova astensione dal lavoro, specialmente nel delicato contesto del primo giorno di scuola. La Provincia ha voluto rimarcare che, con questa decisione, vengono inevitabilmente coinvolte e penalizzate proprio le persone che dipendono ogni giorno dal servizio pubblico, inclusi i numerosi pendolari e i genitori degli studenti, che si trovano ad affrontare sfide organizzative aggiuntive.

Aumenti salariali, benefit e le richieste sindacali

A supporto della propria posizione, sono stati richiamati i dati forniti da Sasa, i quali indicano che, a partire dal 2022, si sono registrati aumenti complessivi tra reddito e prestazioni accessorie. Tali incrementi, a seconda delle diverse posizioni contrattuali, si attestano in una forbice compresa tra il 26 e il 32 per cento. Nello stesso periodo di riferimento, l’inflazione ha fatto registrare un incremento pari a circa il 14,9 per cento. Il confronto tra questi dati, richiamato dalla presa di posizione provinciale, evidenzia una crescita salariale superiore all'inflazione, un elemento che, secondo la Provincia, dovrebbe essere considerato nel dibattito sulle ulteriori richieste sindacali.