Un giovane di 21 anni è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura di Catania in relazione a una corsa clandestina di cavalli avvenuta a Palagonia, nel Catanese. La Procura di Catania contesta al ragazzo di aver seguito la gara illegale in scooter, brandendo un Kalashnikov. L'accusa principale è di porto abusivo di arma da guerra, aggravata dall'aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Per il 21enne è stata disposta un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento restrittivo si inserisce nel contesto delle indagini sulla competizione illegale svoltasi all'alba dell'8 maggio 2026 a Palagonia.
Secondo quanto emerso dagli atti investigativi, la corsa era caratterizzata dalla presenza di persone travisate e armate che scortavano i cavalli a bordo di auto e moto, suonando i clacson e persino sparando durante lo svolgimento della gara. I filmati dell'evento, ripresi e ampiamente diffusi attraverso vari canali social, sono rapidamente diventati virali e hanno costituito un elemento cruciale per gli investigatori.
Le indagini e le prove raccolte
Il giovane arrestato è ritenuto vicino al clan Cappello-Bonaccorsi e collegato a un gruppo attivo nella zona di San Giovanni Galermo, a Catania. L'ordinanza cautelare è stata emessa dal gip di Catania su richiesta della procura distrettuale. L'attenta analisi dei video ha permesso agli inquirenti di identificare l'indagato come la persona che, durante la corsa clandestina, imbracciava il Kalashnikov all'interno del gruppo armato che scortava la competizione.
Nel corso di una perquisizione condotta dai poliziotti, il 21enne è stato trovato in possesso di indumenti ritenuti identici o compatibili con quelli indossati durante l'evento, oltre allo scooter che si presume sia stato utilizzato nella stessa occasione. Questi elementi sono stati inclusi nel quadro indiziario che ha portato al provvedimento cautelare. La misura in carcere è stata applicata al giovane accusato di porto abusivo di arma da guerra con aggravante mafiosa.
Gli altri coinvolti nella gara illegale
L'ordinanza del gip menziona anche altri indagati, sebbene non siano stati destinatari di misure cautelari in carcere. Si tratta dei fantini della corsa clandestina, accusati di partecipazione a competizioni clandestine tra animali.