La Procura di Messina ha richiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulle presunte morti sospette all'ospedale Papardo. L'indagine riguardava pazienti colpiti da infezioni batteriche dopo interventi di cardiochirurgia. Il procedimento scaturì nel novembre 2024, dopo il sequestro di due sale operatorie del reparto da parte dei Nas.
Nel fascicolo erano coinvolti undici indagati, tra medici, dirigenti e commissari del nosocomio. Le ipotesi di reato, da omicidio colposo a responsabilità colposa in ambito sanitario, sono coperte dalla richiesta di archiviazione per tutti.
La valutazione della Gup
La Procura basa la richiesta sulle consulenze tecniche acquisite, che escludono “nessuna responsabilità dell'ospedale e degli indagati”. La pm Alice Parialò, dopo aver ottenuto una proroga delle indagini nell'ottobre 2025, ha depositato l'istanza di archiviazione.
La decisione spetta ora alla Gup Tiziana Leanza. Il caso resta legato al sequestro delle due sale operatorie di Cardiochirurgia (novembre 2024), avvenuto dopo verifiche sulle infezioni.
Il dibattito sulla sanità in Sicilia
Il caso Papardo si inserisce nel più ampio contesto della sanità siciliana, al centro di un acceso confronto istituzionale. Nella seduta ARS del 14 gennaio 2025, presieduta dal vicepresidente Nunzio Di Paola, il capogruppo PD Michele Catanzaro (con sostegno M5S) ha sollecitato un dibattito in Aula sul diritto alla salute dei cittadini.
La Presidenza ARS ha accolto la richiesta, impegnandosi a concordare con il Presidente della Regione una sessione sulla sanità, ritenuta non più procrastinabile. Interventi parlamentari hanno evidenziato criticità (liste d'attesa, pronto soccorso in difficoltà, carenza di personale), ribadendo l'urgenza di tutelare il diritto alla salute.