L'avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, è intervenuto a Campobasso il 17 settembre 2026 per commentare la tragica vicenda della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, vittime di avvelenamento da ricina nel dicembre precedente. Il legale ha richiamato con forza l'ipotesi dell'incidente, sottolineando la necessità di valutarla attentamente in relazione alle verifiche scientifiche ancora in corso. Queste indagini si concentrano in particolare sugli alimenti rinvenuti nella casa di Pietracatella e sui 131 prelievi effettuati nel mese di luglio.
Facciolla ha ribadito la sua posizione con chiarezza: “Io credo che l'ipotesi dell'incidente debba essere valutata come tutte le altre ipotesi che sono in campo, senza escluderla”. Questa dichiarazione giunge in seguito alle affermazioni di Carlo Locatelli, esperto del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, rilasciate durante la trasmissione Rai Ore 14. Locatelli ha avuto un ruolo cruciale negli accertamenti scientifici, essendo stato il primo a individuare la ricina nel sangue delle vittime a marzo, un elemento che ha impresso una vera e propria svolta alle indagini. L'avvocato Facciolla ha collegato le parole di Locatelli alla necessità di mantenere aperta ogni pista, inclusa quella accidentale, richiamando il lavoro svolto dai consulenti della difesa proprio su questa eventualità.
Gli accertamenti scientifici in corso
Il legale di Gianni Di Vita ha evidenziato due filoni di analisi che rivestono ancora un'importanza centrale nell'inchiesta. Si tratta, da un lato, degli alimenti repertati nella casa di Pietracatella nell’immediatezza dei fatti e, dall'altro, dei 131 prelievi eseguiti a luglio. Per garantire la massima accuratezza, gli esami sono stati affidati anche agli esperti del prestigioso Robert Koch Institute di Berlino. Facciolla ha spiegato l'importanza di questi accertamenti: “L'incrocio tra due dati, l'esito delle analisi sugli alimenti presenti nella casa di Pietracatella e repertati nell'immediatezza dei fatti, e quello sui 131 prelievi effettuati a luglio, ci potrà confermare o escludere il veicolo che ha portato alla morte Sara e Antonella”.
Facciolla ha inoltre precisato che anche i familiari delle vittime non hanno mai escluso l'ipotesi dell'incidente. Questo riferimento è cruciale per comprendere il possibile veicolo della ricina, ovvero la modalità attraverso cui la sostanza letale è entrata in contatto con Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Le verifiche sugli alimenti rinvenuti nell'abitazione e sui campioni prelevati rappresentano, dunque, il passaggio fondamentale indicato dal legale per confermare o escludere definitivamente tale ricostruzione.
L'origine del tragico evento
Il caso che ha sconvolto la famiglia Di Vita ha avuto inizio con una cena, tenutasi il 23 dicembre 2025, nella loro abitazione a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Questo momento conviviale è stato l'epicentro degli eventi che hanno portato alla tragica scomparsa di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, segnando l'inizio di un'indagine complessa e delicata.