A Banne, sul Carso triestino, si è tenuta il 6 settembre 2026 una solenne commemorazione in ricordo dei tre militari del 1° Battaglione Fanteria Motorizzato San Giusto, tragicamente scomparsi durante un’attività di addestramento nel lontano 1986. L'evento, che ha segnato il quarantesimo anniversario della tragedia, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, il quale ha voluto legare il ricordo dei caduti al profondo valore formativo dell’esperienza militare e al senso di responsabilità affidato a giovani di appena diciotto o diciannove anni.

Nel suo toccante intervento, l'assessore Scoccimarro ha onorato la memoria dei militari scomparsi, sottolineando l'importanza di non dimenticare il loro sacrificio. «Ricordare i giovani militari che persero la vita durante un'attività di addestramento sul Carso significa ricordare ragazzi di diciotto o diciannove anni ai quali, nonostante la giovanissima età, venivano affidate responsabilità importanti», ha dichiarato. Scoccimarro ha inoltre condiviso un legame personale con l'esperienza militare: «Anch'io ho indossato quella divisa e quella cravatta rossa e questo ricordo appartiene anche alla mia esperienza personale e alla mia generazione», ha aggiunto, evidenziando il forte senso di appartenenza e la risonanza emotiva che l'evento ha avuto per lui.

La tragedia del 1986 e la cerimonia di ricordo

La commemorazione ha rievocato il quarantesimo anniversario della drammatica vicenda occorsa il 1° settembre 1986 sull’altipiano triestino. Le vittime di quel tragico incidente furono il sottotenente Fabio Santi, il fante pilota Vincenzo Passerini e il fante Michele Gallocchio. I tre giovani militari persero la vita quando il mezzo cingolato M113 su cui si trovavano si ribaltò improvvisamente lungo un pendio scosceso, durante le fasi di un’esercitazione. L’incidente provocò la morte istantanea dei tre giovani, tutti appartenenti al glorioso Battaglione San Giusto.

La cerimonia del quarantennale è stata organizzata con cura e dedizione dall’Associazione nazionale delle Cravatte rosse del 1° San Giusto, un sodalizio che mantiene viva la memoria e i valori del battaglione.

Il commovente momento commemorativo si è svolto davanti all’ex caserma di Banne, un luogo carico di storia e significato per il reparto. La celebrazione ha incluso l’Onore ai caduti e la solenne deposizione di una corona d’alloro al cippo commemorativo, eretto proprio per ricordare i militari deceduti. Questo luogo di ricordo rimane un simbolo tangibile della tragedia del 1986 e della storia del reparto cui appartenevano i tre sfortunati soldati.

Il valore formativo dell'esperienza di servizio

Durante il suo intervento, l'assessore Scoccimarro ha voluto richiamare l'attenzione sugli aspetti educativi e formativi che, nella sua personale esperienza, erano intrinsecamente legati alla vita sotto le armi.

Ha enfatizzato come «l'esperienza sotto le armi insegnava presto disciplina, responsabilità, rispetto delle regole e fiducia nel compagno che avevamo accanto». Questi valori, ha sottolineato, non erano solo principi astratti, ma pilastri fondamentali che forgiavano il carattere dei giovani, preparandoli ad affrontare le sfide della vita con maggiore consapevolezza e spirito di sacrificio. L'esperienza militare, quindi, veniva presentata non solo come un periodo di servizio, ma come un vero e proprio percorso di crescita personale e collettiva, capace di infondere un profondo senso di appartenenza e solidarietà tra i commilitoni.