Una violenta lite tra fidanzati, scoppiata in strada a Boretto, nel Reggiano, è degenerata nel pomeriggio del 26 settembre 2026, trasformandosi in un vero e proprio scontro con i carabinieri e culminando con l'arresto di due persone. L'intervento della sezione radiomobile della Compagnia di Guastalla ha portato al fermo di un uomo di 22 anni, residente a Boretto, e di una donna di 29 anni, residente a Modena. L'episodio ha coinvolto anche l'auto di servizio dell'Arma, che ha subito danni significativi durante le concitate fasi dell'operazione.
Il danneggiamento del veicolo militare
Durante le delicate fasi dell'intervento, volte a sedare la discussione tra i due, la donna, 29 anni e residente a Modena, ha sferrato diversi calci al lunotto posteriore della vettura di servizio dei carabinieri. La violenza dei colpi ha provocato il danneggiamento e la conseguente rottura del vetro. Per questa condotta, la donna è stata immediatamente arrestata con le gravi accuse di danneggiamento di veicolo militare e porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere. Quest'ultima imputazione è scaturita dal ritrovamento di un coltello da cucina in suo possesso.
La reazione dell'uomo e l'opposizione alle forze dell'ordine
In seguito al danneggiamento dell'auto di servizio, l'uomo, il 22enne residente a Boretto, ha tentato di assumersi la piena responsabilità del gesto, nel chiaro intento di proteggere la compagna dalle conseguenze legali.
Successivamente, ha attivamente cercato di ostacolare l'operato dei militari, interponendosi tra la donna e i carabinieri e spintonandoli. Durante questa fase di aperta opposizione, ha anche colpito uno dei carabinieri e ha tentato di sottrarre la paletta segnaletica in dotazione all'agente. Per riuscire a bloccarlo e contenere la sua veemente reazione, i militari sono stati costretti a fare uso dello spray urticante. L'uomo è stato quindi arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e tentato furto.
Gli arresti e il sequestro del coltello
Gli arresti sono stati eseguiti con prontezza dai carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Guastalla, che hanno gestito l'intera situazione.
La donna, nel corso delle operazioni, ha spontaneamente consegnato ai militari un coltello da cucina con manico nero, che è stato immediatamente posto sotto sequestro come prova. Le accuse contestate ai due fermati sono ben distinte e specifiche per le condotte individuali: per l'uomo, le imputazioni riguardano la resistenza a pubblico ufficiale e il tentato furto; per la donna, invece, le accuse sono di danneggiamento di veicolo militare e porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere, aggravata dal possesso dell'arma bianca.
Il contesto territoriale dell'intervento
I gravi fatti si sono svolti nel comune di Boretto, una località situata nel cuore del Reggiano, in provincia di Reggio Emilia.
Questo centro è stato il teatro della vicenda che ha portato all'arresto dei due fidanzati, evidenziando come una lite privata possa rapidamente degenerare in un confronto diretto con le forze dell'ordine, con conseguenze legali immediate e significative per tutti i soggetti coinvolti. L'intervento dei carabinieri ha ripristinato l'ordine, ma ha lasciato dietro di sé una scia di accuse penali importanti.