Un'importante esercitazione antincendio in alta quota ha coinvolto i Vigili del fuoco volontari di Canazei presso il Rifugio Boè, situato nel suggestivo gruppo del Sella. L'operazione, svoltasi il 28 settembre 2026, ha simulato una complessa manovra di spegnimento a quasi 3.000 metri di altitudine, mettendo alla prova la capacità di risposta a un'emergenza in un ambiente particolarmente impervio, accessibile unicamente via aria e caratterizzato da una limitata copertura radio.

L'addestramento ha visto la partecipazione di circa venti pompieri volontari, affiancati dall'equipaggio specializzato dell'elicottero del Corpo permanente di Trento.

Il mezzo aereo si è rivelato l'unico strumento efficace per il trasporto del personale e delle attrezzature sul posto, evidenziando le sfide logistiche che tali interventi comportano in zone di montagna così isolate.

Procedure e attrezzature sotto esame

Durante la simulazione, è stato accuratamente collaudato un modulo tecnico specifico, concepito per le emergenze che si verificano in alta quota. Questa fase ha permesso di affinare le procedure operative necessarie per un intervento tempestivo e coordinato nei rifugi isolati, con un focus particolare sulla gestione di un incendio simulato in un'area di difficile accesso.

L'esercitazione ha rappresentato la prima occasione per testare in condizioni reali sia le procedure sia le attrezzature progettate per operare in un contesto di alta quota, inaccessibile e con scarsa copertura radio.

Tra gli aspetti cruciali verificati, il corretto funzionamento delle pompe antincendio a quasi 3.000 metri, una condizione operativa ben diversa rispetto all'impiego a quote inferiori nel fondovalle.

Gestione dell'acqua e delle comunicazioni

La disponibilità di risorse idriche ha costituito un elemento centrale dell'addestramento. Per assicurare l'approvvigionamento in una zona dove l'acqua è naturalmente scarsa, è stato allestito un serbatoio ricaricabile per via aerea. L'acqua è stata prelevata da un bacino artificiale situato leggermente più a valle, dimostrando l'efficacia di soluzioni innovative per la gestione delle risorse in ambienti estremi.

Parallelamente, per ottimizzare le comunicazioni, una squadra specializzata ha provveduto all'installazione di un traliccio radio.

La limitata copertura radio è stata una delle condizioni chiave considerate nello scenario simulato, insieme all'altitudine elevata, all'isolamento del rifugio e alla necessità di coordinare efficacemente il personale con il supporto indispensabile dell'elicottero.

Il contesto del Rifugio Boè e le Dolomiti

Il Rifugio Boè, teatro di questa complessa esercitazione, si trova in Val di Fassa, nella zona del Podroi, un'area rinomata come una naturale terrazza delle Dolomiti. Questo contesto geografico, con le sue peculiarità e le sue sfide logistiche, ha fornito lo scenario ideale per un addestramento mirato a garantire la sicurezza in uno dei paesaggi montani più apprezzati e frequentati.