A Caltanissetta, è stata disposta una misura interdittiva di 12 mesi nei confronti di tre amministratori di altrettante strutture residenziali per anziani. Il provvedimento, eseguito il 10 settembre 2026, impone il divieto di esercitare attività d’impresa nel settore delle comunità alloggio e delle case di riposo, di assumere incarichi direttivi e di operare come operatori socio-sanitari. Le strutture in questione erano già state poste sotto sequestro nel luglio dello stesso anno, a seguito di un'attività investigativa.

I tre amministratori sono attualmente indagati per abbandono di persone incapaci, un’accusa aggravata dall’aver causato lesioni personali agli ospiti.

L’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) è stata emessa dopo gli interrogatori preventivi di garanzia e si inserisce nel contesto di un’inchiesta condotta dai carabinieri, coordinata dalla Procura di Caltanissetta. L'indagine mira a chiarire le reali condizioni di assistenza e cura all'interno delle residenze coinvolte.

Le gravi carenze organizzative e assistenziali

Il quadro accusatorio emerso dalle investigazioni evidenzia gravi carenze organizzative e assistenziali all'interno delle strutture. Tra gli aspetti più critici, è stato rilevato un impiego di personale ritenuto non adeguato rispetto agli standard normativi previsti per tali tipologie di servizi. Un esempio significativo riguarda i turni notturni, che coprivano l'arco temporale dalle 19:00 alle 07:00, durante i quali un solo operatore socio-sanitario si sarebbe trovato a dover assistere contemporaneamente decine di anziani non autosufficienti, spesso distribuiti su più piani degli edifici, rendendo l'assistenza insufficiente.

Gli atti investigativi suggeriscono una presunta sistematica violazione dei doveri di cura, motivata primariamente dalla volontà di contenere i costi di gestione. Questa condotta avrebbe portato all'impiego di un organico del tutto insufficiente, compromettendo seriamente la qualità e l'efficacia dell'assistenza fornita. Le contestazioni si concentrano, pertanto, sull'organizzazione interna delle strutture e sulle modalità con cui veniva garantita la cura quotidiana e la sicurezza degli ospiti anziani non autosufficienti, aspetti che sarebbero stati gravemente trascurati.

Igiene, sicurezza e protocolli sanitari

L’inchiesta ha portato alla luce numerosi episodi di grave negligenza. Alcuni pazienti sarebbero stati lasciati per ore in letti sporchi, costretti a permanere in condizioni igieniche assolutamente precarie.

Altri anziani, a seguito di cadute accidentali, avrebbero ricevuto l'assistenza necessaria solo dopo un rilevante intervallo di tempo, con il rischio di aggravare ulteriormente le loro condizioni di salute. Gli investigatori hanno inoltre segnalato la presenza di un focolaio di scabbia all'interno di una delle strutture. La gestione di tale focolaio, secondo le accuse, non avrebbe rispettato la necessaria osservanza dei protocolli sanitari stabiliti dall'Azienda Sanitaria Provinciale (Asp).

Tra le ulteriori criticità rilevate, figurava anche la mancata predisposizione di sistemi di climatizzazione adeguati.