L'11 settembre 2026, presso il RIS di Parma, sono stati condotti accertamenti cruciali su alcuni oggetti sequestrati nell'ambito del caso di Daniela Ruggi. I reperti provengono dagli scavi nella torre diroccata di Vitriola di Montefiorino, in provincia di Modena, dove furono ritrovati i resti della 31enne, scomparsa nel settembre 2024. Le analisi si sono concentrate su materiali collegati all'area del ritrovamento.
All'esame hanno presenziato l'avvocata Deborah De Cicco, legale del fratello di Daniela Ruggi, e i consulenti di parte Armando Palmegiani e Marina Baldi.
Tra gli oggetti visionati figurano il telefono di Ruggi e un ombrello. L'attività ha previsto analisi dattiloscopiche e biologiche dei reperti. L'avvocata ha dichiarato che "ci sono un paio di elementi sicuramente di interesse", ma al momento "è tutto coperto da riserbo investigativo".
Prosieguo delle indagini e accertamenti autoptici
Il prossimo appuntamento nel procedimento è fissato per il 17 settembre, quando la professoressa Cristina Cattaneo proseguirà l'autopsia. In tale occasione, sono previsti approfondimenti anche sulle coppe di reggiseno rinvenute. Queste verifiche si inseriscono nel quadro complessivo degli accertamenti tecnici su materiali e oggetti recuperati.
Il precedente sopralluogo a Vitriola di Montefiorino
Nel dicembre 2024, erano stati disposti accertamenti tecnici urgenti e irripetibili nell'abitazione di Daniela Ruggi a Vitriola di Montefiorino, in via Provinciale per Lama, e in un casolare situato in via Pignone. Il sopralluogo, affidato ai carabinieri del RIS di Parma, rientrava nel procedimento aperto dopo la scomparsa della 31enne.
In quella fase, Domenico Lanza, 67 anni, risultava iscritto nel registro degli indagati per...