La Procura di Napoli ha meticolosamente ricostruito un confronto tra medici, protrattosi per oltre due giorni, incentrato sulla stesura del diario clinico relativo alla cardiectomia eseguita su Domenico Caliendo. Il bambino, di quasi due anni e mezzo, è tragicamente deceduto nella terapia intensiva dell'ospedale Monaldi a seguito di un trapianto di cuore fallito, avvenuto il 23 dicembre 2025. L'indagine si concentra in particolare sulle chat presenti sui cellulari di due medici coinvolti, esaminando il percorso che avrebbe condotto alla versione definitiva del referto operatorio, datato 26 dicembre 2025.

Le risultanze investigative hanno portato all'applicazione di una misura di interdizione di un anno nei confronti dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. Questo provvedimento si inserisce nel più ampio fascicolo riguardante la cartella clinica di Domenico e nella ricostruzione accolta dal gip di Napoli, Mariano Sorrentino, che ipotizza la presunta falsificazione dei documenti clinici. È già stata fissata per l'11 settembre 2026 l'udienza davanti al Tribunale del Riesame di Napoli, dove verrà discusso l'appello presentato dai legali dei due professionisti.

Le chat e le versioni del referto operatorio

Dall'analisi approfondita dei messaggi esaminati, emergono scambi significativi tra Emma Bergonzoni e Mariangela Addonizio, indicate rispettivamente come secondo e terzo operatore, con quest'ultima anche in veste di specializzanda.

Le bozze del referto operatorio, inviate al primo operatore Guido Oppido, sono state identificate in numero di quattro. Il fulcro degli accertamenti investigativi verte sulla cronologia precisa tra l'inizio della cardiectomia e l'apertura del frigo box che conteneva il cuore del donatore, organo espiantato a Bolzano e successivamente risultato congelato.

Nelle prime due versioni del documento, non compariva alcuna indicazione di contemporaneità tra l'avvio della cardiectomia e l'apertura del contenitore con l'organo. Al contrario, nell'ultima versione, viene esplicitamente specificato che l'intervento per rimuovere il cuore di Domenico ha avuto inizio nello stesso momento dell'apertura del contenitore.

Le prime due stesure collocavano l'inizio della cardiectomia in concomitanza con l'arrivo dell'equipe di espianto da Bolzano; nelle ultime due, invece, la cardiectomia risulta avviata con l'arrivo in sala operatoria del cuore del donatore, prelevato dal frigo box.

L'indagine della Procura

Gli accertamenti sono condotti dalla Procura di Napoli, sotto la direzione del pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci, in stretta collaborazione con il Nas, con