Un atto di grave vandalismo ha scosso la comunità di Cecina, in provincia di Livorno, dove un autovelox è stato completamente distrutto da una carica esplosiva nella notte tra il 10 e l’11 settembre 2026. L’episodio, avvenuto intorno all’1:50, ha interessato l’unico misuratore di velocità presente sul territorio comunale, situato in via Ginori, una strada cruciale che collega il capoluogo al litorale.
Le forze dell’ordine, con la Polizia di Stato in prima linea, hanno immediatamente avviato le indagini per fare luce sull’accaduto. Gli specialisti della Polizia Scientifica sono al lavoro per determinare l’esatta natura e la potenza dell’esplosivo utilizzato.
Le prime ricostruzioni suggeriscono un’azione premeditata: i responsabili avrebbero forzato lo sportello dell’apparecchio, inserito la carica e successivamente acceso la miccia. Le verifiche si estendono anche all’analisi di eventuali immagini catturate da telecamere di sorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare elementi utili all’identificazione dei colpevoli.
Il ripristino del dispositivo e il contesto della via Ginori
Il dispositivo distrutto rappresentava un investimento significativo per l’amministrazione comunale, con un costo stimato di circa 100.000 euro. Dopo un periodo di inattività durato circa due anni, legato anche al censimento nazionale degli autovelox voluto dal Ministero dei Trasporti, l’apparecchio era stato riattivato e rimesso in funzione il 7 agosto 2026.
È importante sottolineare che, alla data dell’esplosione, non risultavano ancora notificate sanzioni ai trasgressori. Questo dettaglio porta gli inquirenti a escludere, per il momento, l’ipotesi di una vendetta personale da parte di un automobilista multato.
La scelta di posizionare l’autovelox in via Ginori non era casuale. Si tratta di un’arteria caratterizzata da un elevato flusso veicolare e da una densa presenza di abitazioni. I residenti della zona avevano più volte espresso preoccupazione per l’alta velocità dei mezzi, sollecitando l’installazione di controlli per garantire una maggiore sicurezza stradale. Il dispositivo, dopo i necessari controlli di omologazione, era tornato operativo ad agosto, trovando la sua collocazione definitiva in via Ginori dopo essere stato considerato anche per via dei Campilunghi.
L’appello della sindaca Lia Burgalassi contro la violenza
La sindaca di Cecina, Lia Burgalassi, ha espresso profonda condanna per l’episodio, definendolo un danno rilevante per le casse comunali e, soprattutto, un gesto inquietante che mina la sicurezza stradale e il rispetto della legalità. «È un danno importante», ha dichiarato la sindaca, «ma soprattutto è inquietante che si compiano gesti di questo tipo su apparecchi che garantiscono la sicurezza stradale e il rispetto della legalità». La prima cittadina ha voluto rimarcare la gravità dell’atto, che va ben oltre il semplice danneggiamento di un bene pubblico, configurandosi come un attacco alla collettività.
In un accorato appello, la sindaca Burgalassi ha invitato chiunque possa avere informazioni utili alle indagini a farsi avanti e a rivolgersi alle forze dell’ordine o al Comune.
La collaborazione dei cittadini è considerata fondamentale per identificare i responsabili di un gesto che ha destato allarme e preoccupazione nella comunità cecinese, riaccendendo il dibattito sulla protezione dei beni pubblici e sulla necessità di contrastare ogni forma di violenza.