Un allarmante incremento degli infortuni sul lavoro è stato registrato nel Lazio, superando la media nazionale. I dati, elaborati dalla Cgil di Roma e Lazio e aggiornati al 31 luglio 2026, rivelano un quadro preoccupante: nei primi sette mesi dell'anno, le denunce di infortunio nella regione hanno raggiunto quota 27.576, con un aumento del 7,7% rispetto ai 25.607 casi del 2025. Il dato supera la media nazionale del 5,3%. Nel solo mese di luglio 2026, le denunce nel Lazio sono state 3.645, segnando una crescita del 6,7% rispetto all'anno precedente.

La Cgil ha definito questa "un'accelerazione preoccupante", legandola a caldo estremo e stress termico. L'analisi evidenzia un forte aumento degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro (+9,1%, da 19.836 a 21.645) e delle denunce con esito mortale, salite da 47 a 50 casi.

I settori più colpiti

Gli infortuni aumentano in diversi ambiti. I più colpiti sono trasporto e magazzinaggio (1.846 casi, +7,9%), sanità e assistenza sociale (1.799 denunce, +5,3%), commercio (1.435 casi, +5%) e costruzioni (1.343 denunce, +3,6%). Altri settori hanno mostrato incrementi percentuali più marcati: attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+41,4%), professionali e tecniche (+18%), amministrazione pubblica e difesa (+9,8%) e servizi di informazione e comunicazione (+8,8%).

La situazione nelle province del Lazio

L'incremento è quasi regionale. A Roma, i casi nei primi sette mesi del 2026 sono passati da 20.284 a 21.917 (+8,1%). A Viterbo da 1.112 a 1.268 (+14%); a Rieti da 676 a 728 (+7,7%); a Latina da 2.079 a 2.194 (+5,5%); a Frosinone da 1.456 a 1.469 (+0,9%). Casi mortali: Roma da 30 a 32, Latina da 6 a 8. Si evidenzia una diffusa criticità sulla sicurezza.