A Cremona, una gru di 42 metri, dai Vigili del Fuoco di Bologna, è stata posizionata per la messa in sicurezza della Cattedrale. Danneggiata dalla bufera di vento e grandine del venerdì precedente, sul Duomo operano specialisti del nucleo speleo alpino fluviale su parti lesionate e a rischio crollo. Le operazioni si concentrano su rimozione, recupero e protezione di elementi per il restauro.
Fasi dell’intervento sul Duomo
Il piano si articola in tre fasi. La prima prevede il repertamento fotografico degli elementi da rimuovere, in accordo con la Soprintendenza, per la ricollocazione futura.
La seconda è la rimozione delle parti danneggiate e pericolanti: i Vigili del Fuoco operano dal cestello o con corde su pietre e capitello, il cui recupero richiede discesa nel tetto sfondato. L’ultima fase è la bonifica dei detriti e degli elementi pericolanti. Il foro del crollo della guglia viene coperto provvisoriamente per evitare infiltrazioni, come per la torre civica. Obiettivo: garantire la sicurezza della struttura prima del restauro del rosone.
Sopralluoghi e priorità
L’architetto Laura Balboni (Soprintendenza) e monsignor Gianluca Gaiardi (rettore) seguono le operazioni. Balboni ha indicato il recupero delle colonnine cadute come fase più complessa, auspicando il restauro “quanto prima”.
Gaiardi ha ribadito la priorità alla sicurezza: “Non può che essere la sicurezza. L'intervento di bonifica di questa mattina la garantisce”. La Cattedrale resta aperta. Un sopralluogo in quota ha interessato la facciata del transetto nord.