Si è spento all'età di 95 anni Antonio Sartoris, una figura emblematica per la città di Cuneo, riconosciuto sia come stimato avvocato che come instancabile organizzatore culturale. Nato nel 1930, Sartoris intraprese un brillante percorso accademico, laureandosi in giurisprudenza. Nel 1959, con dedizione e competenza, subentrò al padre nella gestione del prestigioso studio legale di famiglia, consolidando la sua presenza nel panorama forense locale. Professionista di grande levatura all'interno del Foro di Cuneo, operò prevalentemente come civilista, distinguendosi anche per il suo profondo coinvolgimento nel delicato e ampiamente discusso caso di Serena Cruz, la bambina filippina al centro di una complessa e controversa vicenda nell'ambito delle adozioni internazionali.

Il suo ricco percorso professionale prese formalmente avvio dopo la laurea conseguita a Torino nel 1953. Prima di dedicarsi completamente alla guida dello studio legale paterno, Sartoris dedicò un breve ma significativo periodo all'insegnamento presso l'istituto “Bonelli”, dimostrando la sua versatilità. All'interno del Foro di Cuneo, la sua attività si estese a diverse e importanti branche del diritto, spaziando con perizia dal diritto minorile a quello bancario. Fu inoltre un attento curatore della pubblicazione giurisprudenziale “Rassegna Giuridica Pedemontana” e un autentico pioniere nella promozione e nell'introduzione dell'informatica giuridica in Piemonte, anticipando i tempi e contribuendo all'innovazione del settore.

L'impegno nella vita cittadina e la promozione di eventi nazionali

Durante gli anni Settanta, Antonio Sartoris assunse un ruolo di primo piano in città, in qualità di presidente della Pro Cuneo. Fu in questo periodo che divenne l'artefice e il promotore di numerosi eventi di risonanza nazionale, che contribuirono a elevare il profilo culturale e sociale di Cuneo. Tra le sue iniziative più significative e memorabili si annoverano la partenza del celebre Cantagiro, un appuntamento musicale di grande successo, e l'elaborazione del progetto per la creazione di una fiera commerciale di Cuneo, pensata per stimolare l'economia locale. Il suo vasto e instancabile impegno cittadino si estese anche alla preziosa collaborazione per l'organizzazione dell'Adunata Nazionale degli Alpini del 1971, un evento di portata storica per la comunità.

Parallelamente alla sua attività legale e organizzativa, Sartoris svolse anche l'attività di giornalista pubblicista per la prestigiosa Gazzetta dello Sport, dimostrando una poliedricità di interessi e talenti. Fu inoltre apprezzato speaker radiofonico su Radio Stereo 5 e ricoprì con dedizione il ruolo di console provinciale del Touring Club Italiano, contribuendo alla valorizzazione del territorio. L'edizione del Cantagiro, da lui sapientemente organizzata a Cuneo, rimase impressa nella memoria collettiva, avendo portato in città artisti di fama indiscussa come Adriano Celentano, Gianni Morandi, Caterina Caselli e le celebri sorelle Kessler, regalando momenti di grande spettacolo.

La sua costante e incisiva presenza nella vita pubblica cittadina si affiancò così a un lungo e illustre percorso forense, una carriera legale durataoltre mezzo secolo, prima che decidesse di dedicarsi a tempo pieno, con la stessa passione e dedizione, al mondo dell'arte e della musica.

La Fondazione Casa Delfino e l'ispirazione per la statua di Ulisse

Conclusa la sua lunga e proficua attività professionale, Antonio Sartoris riversò la sua energia e la sua passione nella Fondazione Casa Delfino. L'idea di istituire questa importante fondazione era emersa nel 2005, grazie alla sua collaborazione con Marcello Delfino, ultimo discendente della famiglia del professor Eugenio Delfino, una figura storica che per ben 37 anni aveva ricoperto la carica di primario presso il vecchio ospedale “Santa Croce”, lasciando un segno indelebile nella sanità locale.

Sartoris assunse anche la presidenza della fondazione, e attraverso questa sede prestigiosa, promosse con entusiasmo numerose iniziative culturali dedicate all'arte e alla musica, arricchendo il panorama culturale cuneese. A lui, come ampiamente ricordato, si deve inoltre l'ispirazione fondamentale per la realizzazione della celebre statua di Ulisse, un'opera che ha arricchito il patrimonio artistico della città.