Rimini, 16 settembre 2026 — La Procura di Rimini ha inviato al gip Raffaele Deflorio un’integrazione alla richiesta di archiviazione dell’ultima indagine sulla morte di Marco Pantani. Il pubblico ministero Luca Bertuzzi ha depositato una nota aggiuntiva rispetto alla richiesta già presentata nel febbraio del 2024, dopo ulteriori verifiche su una segnalazione indicata dalla famiglia del campione di ciclismo. Per gli inquirenti riminesi, anche dopo questi nuovi accertamenti, non sono emersi elementi di prova a sostegno dell’ipotesi di un pestaggio o di un omicidio.

L’inchiesta riguarda il decesso di Pantani, ritrovato cadavere il 14 febbraio del 2004 in una stanza del residence Le Rose. La richiesta di archiviazione del 2024 è giunta dopo una lunga analisi, indicata come la terza nel corso di 22 anni di indagini sulla morte del ciclista. Gli inquirenti riminesi sono pervenuti per tre volte alla medesima conclusione: non si trattò di omicidio. Sulla richiesta di archiviazione, resta attesa la fissazione dell’udienza davanti al gip Deflorio.

La segnalazione e gli accertamenti svolti

L’ultimo elemento sottoposto all’attenzione della Procura dai familiari di Marco Pantani concerneva le parole attribuite a un detenuto nel carcere di Rimini e riferite a un agente penitenziario.

Nella segnalazione, il detenuto avrebbe sostenuto che «Marco fu massacrato di botte per un credito di droga di circa 260mila euro». La Procura ha quindi incaricato i carabinieri di verificare quanto riportato, sentendo sia il detenuto sia l’agente penitenziario coinvolto nella vicenda.

Gli accertamenti si sono protratti dal febbraio al giugno di quest’anno. Al termine di queste verifiche, non sarebbero stati riscontrati elementi di prova tali da modificare la posizione già espressa dalla Procura. Per tale ragione, il pm Bertuzzi ha integrato la richiesta di archiviazione già trasmessa al gip. La nuova nota non altera il nucleo della conclusione investigativa: l’ipotesi dell’aggressione e quella dell’omicidio non hanno trovato riscontri probatori negli approfondimenti compiuti.

Il procedimento e le richieste della famiglia

La famiglia Pantani, rappresentata dall’avvocato Fiorenzo Alessi, ha presentato nel tempo nuovi elementi, chiedendo ulteriori verifiche alla Procura. La posizione dei familiari si è inserita nel procedimento avviato a Rimini, con l'obiettivo di ottenere piena chiarezza sulle circostanze della morte del ciclista.