Il Tribunale civile di Frosinone ha emesso una condanna per diffamazione nei confronti di Dario e Massimo Vassallo, fratelli del compianto “sindaco-pescatore” Angelo Vassallo. La sentenza riguarda il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, la cui reputazione è stata ritenuta lesa da dichiarazioni rilasciate in un servizio televisivo del programma Le Iene. L'inchiesta era incentrata sull'omicidio di Angelo Vassallo, il primo cittadino di Pollica-Acciaroli, in provincia di Salerno, tragicamente assassinato in un agguato il 5 settembre 2010. La notizia di questa importante decisione giudiziaria è stata diffusa il 2 settembre 2026.
Il colonnello Cagnazzo era stato in precedenza coinvolto nelle indagini relative alla morte del sindaco e, in merito a tale inchiesta, era stato prosciolto il 27 marzo. Le dichiarazioni contestate, ritenute diffamatorie, furono trasmesse tra ottobre e novembre 2019 all'interno del servizio televisivo dedicato al caso Vassallo. La pronuncia del Tribunale civile ha esteso le responsabilità non solo ai fratelli Vassallo, ma anche ad altri soggetti direttamente collegati alla realizzazione e alla diffusione dei contenuti televisivi incriminati, sottolineando la complessità della vicenda giudiziaria.
Le condanne e il risarcimento economico
Oltre a Dario e Massimo Vassallo, la sentenza del Tribunale civile ha condannato anche Rti, società del gruppo Mediaset responsabile della trasmissione, e Giulio Golia, noto inviato e conduttore televisivo del programma.
Il risarcimento complessivo stabilito a favore del colonnello Fabio Cagnazzo ammonta a 100mila euro. È importante notare che il Tribunale ha escluso qualsiasi responsabilità per Francesco Avallone, ex fidanzato della figlia del sindaco-pescatore, chiarendo la sua posizione nella vicenda.
La decisione del giudice ha delineato una precisa ripartizione del risarcimento principale. Il 40% dell'importo è stato posto a carico di Giulio Golia, un ulteriore 40% a carico di Reti Televisive Italiane e il restante 20% a carico dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, in relazione alle dichiarazioni da loro rilasciate nelle rispettive interviste. A carico del solo Giulio Golia, inoltre, è stato attribuito un ulteriore importo di 20mila euro.
Questa somma aggiuntiva è stata collegata specificamente al contenuto e al montaggio dei servizi, elementi che, secondo la sentenza, hanno giocato un ruolo determinante nel generare una percezione accusatoria e lesiva della reputazione nei confronti del colonnello Cagnazzo.
Il contesto giudiziario dell'omicidio Vassallo
La vicenda civile si inserisce in un quadro giudiziario ben più ampio e delicato, quello relativo all'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica tragicamente ucciso ad Acciaroli il 5 settembre 2010. La sentenza di proscioglimento nei confronti del colonnello Cagnazzo, emessa in precedenza, è stata impugnata dalla Procura di Salerno. Secondo la tesi della Procura, Angelo Vassallo sarebbe stato assassinato per impedirgli di denunciare i presunti protagonisti di un vasto traffico di droga che, in quell'anno, interessava la cittadina di Acciaroli. La complessità del caso e le sue ramificazioni giudiziarie continuano a tenere alta l'attenzione sul tragico destino del “sindaco-pescatore”.