Camilla D’Alessandra, 24 anni, rimane in custodia cautelare in carcere. La decisione è stata presa dal gip di Torino a seguito dell’interrogatorio di convalida per l’investimento di un bambino di cinque anni, avvenuto nel quartiere San Donato di Torino. La giovane è accusata di tentato omicidio e, nel procedimento giudiziario, figura anche l’ipotesi di lesioni aggravate. L’ordinanza del giudice richiama sia le dichiarazioni rese dalla donna sia gli elementi probatori raccolti dai carabinieri, ritenuti cruciali per la disposizione della misura cautelare.

Durante l’interrogatorio, D’Alessandra ha ammesso di aver provato un forte impeto di rabbia dopo aver visto il suo fidanzato in compagnia dell’ex compagna. Ha riferito di averlo raggiunto, di averlo insultato e schiaffeggiato, e di avergli sottratto il cellulare. La donna ha poi raccontato di essere risalita a bordo della propria auto e di aver seguito i due, che nel frattempo si erano allontanati, con l’intenzione dichiarata di “continuare la conversazione”. Ha inoltre ammesso di aver imboccato via Pinelli procedendo ad alta velocità.

La versione dell'indagata e le contestazioni

La 24enne nega categoricamente la volontarietà dell’investimento, sostenendo che si sia trattato di un incidente verificatosi dopo la lite con il compagno.

Nella sua deposizione, ha spiegato che l’uomo aveva smesso di risponderle al telefono e che lei lo aveva cercato, con l’aiuto di un amico, fino a rintracciarlo insieme all’ex fidanzata e ai due figli di lei. Secondo la sua ricostruzione, dopo il diverbio, il bambino avrebbe improvvisamente cambiato direzione, finendo per essere travolto dalla vettura. La stessa versione colloca, immediatamente dopo l’impatto, la reazione del padre del piccolo, che avrebbe scagliato un telefono contro il parabrezza dell’auto di D’Alessandra, infrangendolo, e la conseguente fuga della donna, motivata dalla paura.

Il gip, tuttavia, non ha ritenuto credibile la versione dell’incidente, alla luce degli elementi dettagliati nell’ordinanza.

Il magistrato è convinto che D’Alessandra, accecata dalla furia, abbia tentato di investire il fidanzato, colpendo invece il bambino che si trovava al suo fianco. La ricostruzione giudiziaria attribuisce un peso significativo anche agli eventi precedenti l’investimento, inclusa la violenta lite, collegando tali circostanze al possibile movente della condotta contestata.

Gli elementi chiave dell'ordinanza cautelare

L’ordinanza specifica che la dinamica dell'incidente non è compatibile con una semplice perdita di controllo della vettura. Gli elementi raccolti e le dichiarazioni della stessa indagata sono stati valutati dal giudice come sufficienti a supportare l'accusa di tentato omicidio e a giustificare il mantenimento della custodia cautelare in carcere per Camilla D’Alessandra.