Un'importante operazione dei Carabinieri di Bergamo, coordinati dalla Procura locale, ha portato al fermo di quattro persone e al sequestro di un vasto arsenale. L'indagine è scaturita dalla sparatoria avvenuta lo scorso 21 giugno presso le piscine Aquamore di Seriate, in provincia di Bergamo, dove l'obiettivo dell'agguato riuscì a sfuggire illeso. Le prime ricostruzioni investigative collegano l'episodio a una faida tra gruppi criminali rivali per il controllo dello spaccio di droga nella zona.

Le indagini hanno rivelato che già il 15 giugno, circa una dozzina di uomini armati, ritenuti parte del gruppo guidato da un 27enne marocchino noto come "Botros", avevano cercato un rivale nei boschi di San Paolo d'Argon, senza tuttavia trovarlo.

Soli sei giorni dopo, il 21 giugno, si è verificato il nuovo agguato a Seriate, durante il quale sono stati esplosi almeno sette colpi di kalashnikov e mitraglietta. Le successive attività investigative hanno condotto, nei giorni scorsi, alla cattura di "Botros" e di un suo complice a Vigevano, oltre al fermo di altre due persone coinvolte.

L'arsenale bellico e il denaro sequestrato

Le perquisizioni e i controlli approfonditi hanno permesso di scoprire diversi depositi, occultati nei boschi tra Vittuone, in provincia di Milano, e Oleggio Castello, in provincia di Novara. Qui i militari hanno rinvenuto un impressionante arsenale composto da kalashnikov, fucili d'assalto, ingenti quantità di munizioni e droga.

L'operazione ha permesso anche il sequestro di circa 80mila euro in contanti, presumibilmente provento delle attività illecite.

Ulteriori perquisizioni, concentrate in aree identificate come basi operative del gruppo criminale, tra cui Ozzero e Nerviano, hanno portato al sequestro di un fucile a pompa calibro 12, munizionamento specifico per AK-47 e ulteriore denaro contante. Le attività successive nei boschi hanno permesso di individuare due depositi interrati, accuratamente protetti da pellicola trasparente, a conferma della premeditazione e organizzazione del gruppo.

La dinamica degli agguati e la cattura

La ricostruzione dettagliata degli eventi ha chiarito la sequenza degli agguati. Nel primo episodio, quello del 15 giugno nei boschi di San Paolo d'Argon, il gruppo armato non riuscì a rintracciare il rivale.

L'azione si è poi spostata il 21 giugno al centro sportivo di Seriate: in quell'occasione, durante l'agguato, furono utilizzati un kalashnikov e una pistola mitragliatrice Skorpion, con colpi esplosi anche nelle aree del bar e della reception. La persona bersaglio, con prontezza, riuscì ad allontanarsi scavalcando una recinzione, evitando così di essere ferita.

La cattura di "Botros" e del suo complice è avvenuta a Vigevano, precisamente in Corso Milano. L'intervento ha visto l'impiego di forze specializzate dei Carabinieri, data la pericolosità dei soggetti. I due, nel tentativo disperato di sottrarsi all'arresto, hanno cercato di fuggire da una proprietà, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Le indagini proseguono attivamente per ricostruire ulteriori episodi legati a questo pericoloso gruppo criminale e per individuare eventuali altri complici o connessioni.