Una perizia disposta dalla Corte d’Assise di Vicenza ha confermato che Francesco Gianello, il quattordicenne deceduto nel gennaio 2024 per un tumore, avrebbe potuto essere salvato. La relazione, depositata il 7 settembre 2026, indica che il ragazzo sarebbe sopravvissuto se fossero stati seguiti i protocolli chemioterapici e chirurgici della medicina. Questo documento è centrale nel processo che vede i genitori del minore imputati per omicidio volontario con dolo eventuale.

I periti Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, incaricati dalla Corte d’Assise, hanno analizzato il percorso clinico e le scelte familiari che hanno preceduto la scomparsa del giovane.

La relazione si concentra sulle decisioni prese dopo la diagnosi e sulla mancata adesione, nella fase contestata, alle terapie oncologiche riconosciute. Al centro del procedimento vi sono le condotte dei genitori, i quali si sarebbero affidati al cosiddetto metodo Hamer.

Le conclusioni della perizia

La relazione peritale introduce l’ipotesi dell’impiego, nei confronti di Francesco, di presunti farmaci neurotossici somministrati da seguaci del metodo Hamer. Tra le sostanze menzionate figura l’Artemisia. Il documento contesta inoltre le argomentazioni della difesa, che sosteneva l’assenza di un nesso causale diretto tra le scelte terapeutiche alternative dei genitori e il tragico decesso del figlio.

L’udienza per la discussione di questa perizia è fissata per il 16 settembre 2026. In tale occasione, il contenuto dell’elaborato tecnico sarà sottoposto al confronto processuale davanti alla Corte d’Assise. Il deposito della relazione, avvenuto il 7 settembre, costituisce un passaggio tecnico fondamentale per chiarire il legame tra le decisioni sanitarie contestate ai genitori e la morte del ragazzo.

La testimonianza della madre

Nel corso del processo, sono stati già ricostruiti momenti salienti della vicenda familiare e del percorso sanitario. Il 18 marzo 2026, presso la Corte d’Assise di Vicenza, la madre di Francesco, Martina Binotto, ha reso la sua deposizione. La donna è imputata insieme al marito, Luigi Gianello, con l’accusa di non aver sottoposto il figlio a cure mediche adeguate, dopo che questi era stato colpito da un osteosarcoma al femore.

Durante l’udienza, la signora Binotto ha riferito dell’esperienza av