Il 29 settembre 2026, Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne decedute lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina, è stato accompagnato in Questura a Campobasso. Il commercialista è salito a bordo dell'auto della Squadra Mobile al termine di una seconda perquisizione, effettuata nella mattinata in un suo secondo studio, in via D’Amato a Campobasso. Gli agenti hanno operato all'interno dell'ufficio per un periodo prolungato, uscendoalle 10:45 insieme a Di Vita.

Attualmente, Gianni Di Vita non risulta iscritto nel registro degli indagati nel fascicolo della Procura di Larino per duplice omicidio.

L'attività della Squadra Mobile si inserisce nel procedimento sulle morti delle due donne, vittime dell'avvelenamento da ricina avvenuto nel dicembre precedente. L'evento principale della giornata è stato l'accompagnamento in Questura del commercialista, dopo il controllo nel suo secondo studio, e la conferma della sua posizione di non indagato nel fascicolo.

La perquisizione nello studio di via D’Amato

La perquisizione del 29 settembre 2026 ha interessato l'altro studio di proprietà di Gianni Di Vita, in via D’Amato a Campobasso. Gli agenti della Squadra Mobile hanno svolto l'attività nella mattinata, rimanendo nell'ufficio per un periodo prolungato. L'uscita è avvenuta alle 10:45; nello stesso momento Di Vita è andato con loro in macchina verso la Questura.

Questo passaggio non modifica la posizione formale del commercialista nel procedimento, in quanto non risulta iscritto nel registro degli indagati.

Il fascicolo citato è quello della Procura di Larino per duplice omicidio. Le vittime sono le due donne morte nel dicembre precedente per avvelenamento da ricina, legate a Gianni Di Vita da rapporti familiari: una come moglie e una come figlia. L'elemento operativo della giornata è la seconda perquisizione nello studio campobassano e il successivo accompagnamento in Questura da parte degli agenti della Squadra Mobile.

Gli accertamenti sui dispositivi sequestrati

Il contesto dell'inchiesta comprende anche gli accertamenti tecnici irripetibili sul materiale sequestrato il 31 luglio nello studio di Gianni Di Vita. Il 28 settembre 2026, tali accertamenti sono stati conclusi.