La gip di Torino che non ha convalidato il fermo di un commesso di 42 anni, accusato di violenza sessuale su una tredicenne, è diventata bersaglio di insulti e minacce sui social. Questi attacchi sono emersi dopo la diffusione del nome del magistrato in diversi gruppi online. La decisione del giudice, pur riconoscendo l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, non aveva confermato la misura del fermo.
I messaggi indirizzati alla gip hanno incluso accuse personali, offese e minacce dirette. Tra le espressioni più gravi rivolte al magistrato, si è registrato anche un riferimento alla presunta appartenenza a una “cricca”.
Una parte significativa degli insulti ha assunto un esplicito contenuto sessuale. L’intera vicenda si inserisce nel contesto dell’indagine che vede coinvolto il 42enne, dipendente di un minimarket, accusato di aver commesso violenza sessuale ai danni della minore.
Le scritte sul minimarket e il video
Le aggressioni verbali online si sono aggiunte a un precedente episodio di insulti, apparsi il 2 settembre 2026 sulla saracinesca del minimarket dove lavorava l’indagato. Il negozio, situato a Torino, risulta chiuso da lunedì. In un gesto plateale, un venticinquenne si è fatto riprendere a volto scoperto mentre scriveva sulla saracinesca la frase “Pedofilo infame, in mano al popolo”.
Questo episodio al minimarket ha preceduto la successiva ondata di insulti rivolti alla gip.
Le notizie, pubblicate il 3 settembre 2026, hanno evidenziato come il nome del magistrato fosse circolato in alcune pagine e gruppi social, catalizzando in seguito una serie di messaggi offensivi e minacciosi.
Il procedimento sul 42enne
Nel contesto del procedimento legato all’accusa di violenza sessuale, la Procura di Torino ha presentato un ricorso al Riesame contro l’ordinanza con cui la gip aveva disposto la scarcerazione del 42enne, imponendogli il solo obbligo di firma. L’impugnazione è stata formalmente depositata mercoledì 2 settembre 2026 dal procuratore aggiunto Dionigi Tibone e dalla sostituta Eleonora Sciorella. Nel ricorso, la Procura ha richiesto per l’uomo l’applicazione della custodia in carcere.
Il fatto contestato al commesso risale al 28 agosto 2026 e si sarebbe verificato all’interno del minimarket in cui lavorava, situato nel quartiere Madonna di Campagna, a Torino. La vittima della contestazione è una ragazzina di 13 anni. Nel ricorso, la Procura ha ribadito e richiamato i gravi indizi di colpevolezza e il