Un trentacinquenne è stato arrestato a Roma e condotto in carcere, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari, a seguito di un’indagine coordinata dalla procura. L’uomo si era liberato del braccialetto elettronico e, dopo una serie di violenze, minacce e atti persecutori verso l’ex compagna, ha appiccato un incendio al negozio in cui la donna lavorava.
L’incendio è stato appiccato pochi giorni prima di Ferragosto, intorno alle tre di notte. Le fiamme hanno distrutto l’esercizio commerciale, una lavanderia nella zona Fleming, e danneggiato anche l’appartamento sovrastante, che in quel momento era disabitato.
La donna gestiva l’attività insieme alla madre.
Il divieto di avvicinamento e la sua violazione
Gli investigatori del XV Distretto Ponte Milvio hanno ricostruito una serie di comportamenti vessatori e intimidatori contro la donna. Per questi fatti, il trentacinquenne era già sottoposto da giugno a un divieto di avvicinamento all’ex compagna, aggravato dall’applicazione del braccialetto elettronico. La sua rimozione ha costituito una chiara violazione delle disposizioni giudiziarie.
Dopo la rimozione del dispositivo e l’atto incendiario, gli agenti del medesimo Distretto Ponte Milvio hanno dato esecuzione all’ordinanza. Il trentacinquenne si trova ora detenuto nel carcere di Regina Coeli.
Gravi danni alla lavanderia
La lavanderia incendiata, aperta nel 2018 e gestita dalla donna con la madre, ha riportato danni ingenti ed è stata dichiarata inagibile. La titolare ha quantificato le conseguenze economiche in circa 200mila euro, evidenziando che la copertura assicurativa non copre i danni provocati da atti dolosi. La vicenda si configura come una grave violazione del divieto di avvicinamento e danneggiamento del negozio dell’ex compagna. L’arresto è scattato a seguito degli accertamenti svolti e coordinati dall’autorità giudiziaria romana.