Un importante sequestro di stupefacenti è stato effettuato nel carcere di Avellino, dove il cane antidroga Spike della Polizia Penitenziaria ha giocato un ruolo cruciale. Il pastore tedesco ha individuato con precisione della marijuana, abilmente cucita nell’orlo di un accappatoio. L’indumento si trovava all’interno di un pacco postale destinato a un detenuto dell’istituto penale irpino, sventando così un tentativo di introduzione di droga.

La sostanza stupefacente era stata confezionata in diverse bustine di cellophane. Questo ritrovamento si inserisce in un più ampio contesto di controlli intensificati che, negli ultimi tre giorni, hanno portato al sequestro complessivo di circa un chilogrammo di stupefacenti, tra cui marijuana, hashish e cocaina, all’interno della stessa struttura carceraria.

Il fiuto infallibile del cane antidroga Spike

Il contributo determinante del cane antidroga Spike è stato fondamentale per il successo dell’operazione. Grazie al suo olfatto addestrato, la marijuana nascosta nell’accappatoio è stata intercettata prima che il pacco potesse raggiungere il suo destinatario. Giuseppe Moretti, presidente dell’Uspp, e Ciro Auricchio, segretario regionale, hanno espresso il loro apprezzamento, definendo il sequestro «Un risultato che sottolinea l'efficacia dei controlli» e l’importanza del gruppo cinofili.

I rappresentanti sindacali hanno voluto evidenziare l’impegno quotidiano della Polizia Penitenziaria nel contrastare i continui tentativi di introdurre sostanze illecite negli istituti di pena.

Nel loro intervento, hanno anche richiamato l’attenzione sulla «grave carenza di organico» che affligge il corpo, rivolgendo un sentito apprezzamento agli agenti, al gruppo cinofili del distaccamento di Avellino e a tutto il personale permanente dell’istituto penale avellinese per la loro dedizione e professionalità.

Controlli mirati e ulteriori sequestri

Il quadro dei controlli anti-droga nella Casa Circondariale di Avellino include anche un episodio avvenuto in precedenza, durante i colloqui con i familiari dei detenuti del reparto comuni. In quell’occasione, una donna aveva tentato di introdurre cocaina e hashish, occultandoli nelle proprie parti intime, con l’intento di consegnarli a un familiare detenuto.

L’intervento tempestivo del personale di Polizia Penitenziaria, impegnato nella vigilanza della sala colloqui, ha permesso di bloccare lo scambio e recuperare le sostanze stupefacenti, che sono state immediatamente sottoposte a sequestro. Raffaele Troise ha elogiato l’operato degli agenti, sottolineando al contempo le difficoltà operative e le persistenti carenze di organico che caratterizzano l’istituto. La UILFP Polizia Penitenziaria ha, inoltre, sollecitato un intervento risolutivo da parte dell’Amministrazione, evidenziando la necessità di rafforzare il contrasto all’ingresso di droga in carcere per garantire sia la sicurezza interna sia per prevenire ulteriori fenomeni di illegalità.