Il ferito più grave coinvolto nel tragico incidente stradale che, all'inizio di agosto, ha causato sette morti sulla strada statale 79 Ternana, al confine tra Lazio e Umbria, nei pressi del Lago di Ventina, è stato dimesso dall’ospedale di Terni ed è rientrato a casa. Il paziente sta ora proseguendo il percorso di riabilitazione. La notizia, che rappresenta un segnale di speranza dopo la grave tragedia, è stata annunciata a Perugia durante un’iniziativa della Uil dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha voluto indicare il caso come un esempio virtuoso dell'efficacia della sanità pubblica regionale.

La presidente Proietti ha voluto sottolineare l'importanza del sistema di emergenza e del ruolo cruciale svolto dall'ospedale di Terni nel complesso percorso di recupero del paziente. Ricordando le prime concitate fasi dei soccorsi, Proietti ha dichiarato: “In quella maxi emergenza c'erano i medici del 118 che sono arrivati alla prima chiamata quando non era passato nemmeno un minuto”. Con riferimento al rientro a casa del ferito, ha aggiunto con enfasi: “Il ferito più grave – ha evidenziato Proietti – è tornato a casa grazie alla buona sanità pubblica dell'ospedale di Terni e ora sta facendo riabilitazione. Un miracolo che ha avuto le mani dei medici e degli infermieri”. Queste parole evidenziano il profondo apprezzamento per l'impegno e la professionalità del personale sanitario.

Il ricovero a Terni e il rientro a casa

Il fulcro della vicenda è la dimissione del paziente, identificato come il più grave tra i coinvolti nel sinistro. Il suo ricovero si è svolto presso l'ospedale di Terni, una struttura che la presidente Proietti ha specificamente menzionato per l'eccellente lavoro svolto da medici e infermieri. Dopo un periodo di cure intensive e assistenza, il ferito ha potuto fare ritorno alla propria abitazione, dove ha intrapreso un delicato percorso di riabilitazione. Questa positiva evoluzione giunge a distanza di diverse settimane dall'incidente sulla statale 79 Ternana, un evento che ha scosso l'intera comunità e ha richiesto l'attivazione di una vasta maxi emergenza, coinvolgendo attivamente il sistema del 118 e l'intera rete ospedaliera delle regioni interessate.

Il quadro della maxi emergenza

L'incidente, avvenuto lungo la strada statale 79 nel tratto compreso tra Colli sul Velino e Piediluco, ha visto lo scontro tra un autobus e un camper, innescando una delle più complesse operazioni di soccorso degli ultimi tempi. Un comunicato della Regione Umbria, datato 3 agosto, forniva un bilancio aggiornato della tragedia, indicando la perdita di sei persone decedute – tre uomini e tre donne – oltre a 34 feriti e cinque persone rimaste illese. Tra i feriti, cinque erano stati classificati in codice rosso, evidenziando la gravità delle loro condizioni. Tutti i 34 feriti sono stati prontamente presi in carico dall'efficiente sistema sanitario regionale e distribuiti in diverse strutture ospedaliere, tra cui gli ospedali di Terni, Foligno, Spoleto, Perugia, Rieti e Roma, seguendo un dettagliato piano di gestione della maxi emergenza. La tempestività e la coordinazione dei soccorsi hanno rappresentato un elemento fondamentale per la gestione dell'evento, permettendo di fornire assistenza immediata a tutti i coinvolti.