Un ragazzo di 17 anni, residente in provincia di Trento, è stato arrestato dalla Digos di Verona. L'accusa che pende sul giovane è la detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L'operazione, condotta dagli investigatori, ha visto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e il supporto operativo della Digos di Trento. La perquisizione domiciliare è stata disposta dalla Procura di Venezia, segnando un passo significativo nell'inchiesta.

All'interno dell'abitazione del minorenne, gli agenti hanno rinvenuto un vasto assortimento di vessilli neonazisti e suprematisti, chiari indicatori di un'adesione a ideologie estremiste.

Sono state sequestrate numerose armi bianche, tra cui katane, machete e coltelli, affiancate da balestre, pistole e fucili soft air. Tra il materiale acquisito figurano anche fogli manoscritti, adorni di disegni, simboli ed emblemi esplicitamente riconducibili all'ideologia suprematista, fornendo un quadro dettagliato degli interessi del giovane.

Il sequestro di materiale e armi

Il sequestro operato dagli investigatori ha interessato una serie di oggetti e documenti direttamente collegati all'ipotesi investigativa contestata al diciassettenne. Tra gli elementi di maggiore rilievo figurano i vessilli neonazisti e suprematisti, le diverse armi bianche e i fogli manoscritti. La dettagliata lista delle armi rinvenute comprende katane, machete, coltelli, balestre, nonché pistole e fucili soft air, tutti elementi emersi durante la perquisizione eseguita nell'abitazione del giovane.

Il procedimento penale in corso si concentra sull'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. La perquisizione domiciliare, disposta dalla Procura di Venezia, si inserisce in una più ampia attività investigativa condotta dagli agenti della Digos di Verona. Questa operazione ha beneficiato del coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e del fondamentale supporto operativo della Digos di Trento, evidenziando la complessità e la portata dell'indagine.

Il contesto dell'inchiesta più ampia

Il caso che ha portato all'arresto del diciassettenne trentino si inserisce in un quadro investigativo più ampio, emerso da un'indagine approfondita su chat online. Queste piattaforme digitali erano utilizzate per la diffusione di contenuti legati al neonazismo, al suprematismo bianco e alla propaganda d'odio.

Il ragazzo era già tra i 14 minorenni coinvolti negli accertamenti condotti congiuntamente da Ros e Digos. In precedenza, il 25 settembre, la Digos di Trento, in collaborazione con i colleghi di Verona, aveva già effettuato un accesso nell'abitazione del giovane, situata in una valle del Trentino orientale. Durante quella perquisizione erano stati acquisiti materiali significativi e alcune armi, legalmente detenute dal padre del minorenne.

L'indagine, avviata dalla Procura di Verona, contempla diverse ipotesi di reato. Tra queste figurano l'istigazione a delinquere, la propaganda e istigazione per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, e l'addestramento ad attività con finalità di terrorismo.