Ha preso il via il 30 settembre 2026, presso il palazzo di giustizia di Ivrea, l’udienza preliminare relativa alla strage di Brandizzo, l’incidente ferroviario che ha causato la morte di cinque operai. La tragedia si è consumata nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, quando i lavoratori erano impegnati in lavori di manutenzione sulla cruciale linea ferroviaria Torino-Milano, all'altezza della stazione di Brandizzo.

Il procedimento vede coinvolte complessivamente 24 posizioni: 21 persone fisiche e le tre società Rfi, Sigifer e Clf. La prima sessione dell'udienza è stata dedicata principalmente agli adempimenti procedurali e all'esame delle numerose richieste di costituzione di parte civile.

Le gravi accuse mosse nei confronti degli indagati spaziano, a vario titolo, dall'omicidio colposo plurimo al disastro ferroviario, includendo anche specifiche contestazioni relative alle violazioni della normativa sulla sicurezza del lavoro. Tra le persone offese presenti in aula, molte hanno espresso il proprio rammarico per non aver ancora ricevuto proposte concrete per un accordo di risarcimento.

Le vittime e le costituzioni di parte civile

I cinque operai morti, tutti dipendenti della società Sigifer, sono stati identificati come Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo e Giuseppe Aversa. L’udienza, che si svolge davanti al giudice dell’udienza preliminare, ha visto un momento fondamentale nella fase dedicata alle costituzioni di parte civile.

Tra i soggetti che hanno formalizzato la loro intenzione di partecipare al procedimento figurano istituzioni e associazioni di rilievo, tra cui il Comune di Brandizzo, l’associazione Sicurezza e Lavoro, e le sigle sindacali Fillea, Filt Cgil e Uil, tutte impegnate nella tutela dei diritti dei lavoratori e della sicurezza sul lavoro.

Al palazzo di giustizia sono giunti anche i familiari delle vittime, visibilmente provati dal dolore. I parenti di Giuseppe Aversa, interpellati prima del loro ingresso in aula, hanno risposto con commozione: “Come stiamo? Male”, aggiungendo con fermezza la loro richiesta di “vogliamo giustizia”. Per garantire lo svolgimento dell'udienza in un contesto adeguato, la sede giudiziaria ha predisposto due aule collegate in videoconferenza: una riservata agli imputati e ai loro legali, l'altra destinata alle persone offese e ai rispettivi avvocati, permettendo così una gestione ordinata del complesso procedimento.

Il presidio di solidarietà davanti al tribunale

Contemporaneamente all'avvio dell'udienza, un presidio di solidarietà ha animato lo spazio antistante il tribunale di Ivrea, radunando alcune decine di persone. Tra i partecipanti, spiccava la presenza dell’associazione dei familiari delle vittime di Viareggio, uniti nel ricordo di un'altra grave tragedia ferroviaria. Erano presenti anche rappresentanti dei sindacati di base dei ferrovieri e diversi comitati, tutti mobilitati per esprimere vicinanza e chiedere giustizia. Durante il presidio, sono stati esposti numerosi striscioni che richiamavano la memoria dei cinque operai morti a Brandizzo, sottolineando il dramma e la necessità di fare piena luce sulle responsabilità.

Daniela Rombi, intervenuta in rappresentanza dell’associazione dei familiari delle vittime di Viareggio, ha spiegato la partecipazione del gruppo come un profondo gesto di solidarietà e vicinanza alle famiglie coinvolte in questo doloroso procedimento giudiziario, ribadendo l'importanza di non dimenticare e di lottare per la sicurezza sul lavoro.