Sette persone, di età compresa tra i 21 e i 44 anni, sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri in provincia di Foggia. L’operazione, coordinata dalla Procura, ha permesso di smantellare un presunto sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga, all’estorsione e alla fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali. Le accuse contestate a vario titolo includono la detenzione e lo spaccio di rilevanti quantitativi di sostanze stupefacenti, nello specifico cocaina e hashish. A queste si aggiungono episodi di estorsione e tentata estorsione, aggravati dall’uso sistematico della violenza e dalla presenza di più persone riunite.
Il quadro accusatorio si completa con la fabbricazione, la detenzione e il porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi artigianali, noti nel gergo criminale come “marmotte”.
Gli indagati sono risultati tutti domiciliati tra i comuni di Stornara e Orta Nova, aree che rientrano nella zona dei Cinque Reali Siti. Un dettaglio significativo riguarda uno dei soggetti coinvolti, il quale è stato raggiunto dal provvedimento restrittivo direttamente nel carcere di San Vittore a Milano. Qui si trovava già recluso da poco più di un giorno, a seguito di un precedente fermo eseguito insieme a un 25enne, anch’egli di Orta Nova. Quest’ultimo era stato sorpreso dalle forze dell'ordine nei pressi di uno sportello bancomat in possesso di una somma considerevole, pari a 11mila euro in banconote, alcune delle quali presentavano evidenti macchie, elemento spesso indicativo di provenienza illecita.
L'indagine: da dicembre 2025 ad aprile 2026
L’indagine che ha condotto a questi arresti ha avuto un arco temporale ben definito, prendendo avvio nel dicembre 2025 e concludendosi nell’aprile 2026. L’impulso iniziale alle investigazioni è stato fornito da una richiesta estorsiva particolarmente grave, rivolta a due fratelli. Tale episodio era direttamente collegato al tentativo di recuperare il corrispettivo di un quantitativo di droga in precedenza venduta a credito. Partendo da questo accertamento cruciale, i Carabinieri sono stati in grado di ricostruire una vasta e complessa attività di spaccio di stupefacenti, principalmente cocaina e hashish, che si estendeva nei comuni dei Cinque Reali Siti, con particolare riferimento a Stornara, Stornarella, Orta Nova e Carapelle.
Questa rete di spaccio è stata attribuita in concorso a due degli indagati principali.
Il quadro investigativo ha messo in luce un “feroce e sistematico metodo di recupero crediti”, adottato dal gruppo in caso di ritardo o mancato pagamento del denaro pattuito per le cessioni di droga. Questo sistema era caratterizzato da una violenza inaudita, sia verbale che fisica, volta a intimidire e sottomettere le vittime. Le attività tecniche condotte durante l’inchiesta hanno documentato in modo dettagliato numerose spedizioni punitive, aggressioni fisiche e intimidazioni, spesso accompagnate da minacce esplicite di mutilazioni, segregazione domiciliare e gravi lesioni personali. Le condotte contestate sono risultate strettamente interconnesse, legando indissolubilmente sia l’attività di spaccio sia le brutali modalità di riscossione dei crediti maturati nell’ambito della compravendita di stupefacenti.
Ordigni artigianali e assalti
Gli accertamenti investigativi hanno approfondito anche la disponibilità e la fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali. Questi dispositivi, indicati come ad elevata potenzialità offensiva e comunemente definiti “marmotta”, rappresentavano un elemento di particolare gravità all'interno delle attività illecite del gruppo.