A Jesi, in provincia di Ancona, la polizia ha eseguito il sequestro preventivo di un centro massaggi che, a seguito di approfonditi accertamenti investigativi, è risultato essere adibito a casa di prostituzione. Il provvedimento dell’autorità giudiziaria è stato attuato l’8 settembre dagli agenti del Commissariato di Jesi, con il supporto della polizia locale. La titolare dell’attività, una donna, è stata indagata per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con l’aggravante specifica legata al rapporto di lavoro.

L’inchiesta ha preso avvio da un esposto anonimo che segnalava un sospetto e continuo viavai di persone nei pressi della struttura.

Le successive attività investigative, condotte in coordinamento con la procura, hanno incluso una serie di operazioni mirate: servizi di osservazione, appostamenti discreti, pedinamenti e meticolose verifiche sul web. Tali accertamenti hanno permesso di ricostruire un quadro chiaro: all’interno dei locali, l’attività prevalente non era quella dei massaggi, bensì l’offerta di prestazioni sessuali a pagamento. La promozione di queste attività avveniva anche attraverso la pubblicazione di annunci online su specifici siti di incontri.

Modalità operative e accesso riservato

Il centro massaggi operava per gran parte della giornata, con interruzioni limitate alle ore notturne. Gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione sulla presenza di un ingresso secondario, situato sul retro dell’edificio, che appariva essere il più utilizzato per garantire discrezione.

Questo accesso era servito da un parcheggio dedicato e i clienti vi accedevano suonando a un citofono, senza preannunciarsi telefonicamente. Un altro elemento rilevante emerso dalle indagini è stata la rotazione frequente delle donne impiegate nel locale, un dettaglio che è stato inserito dagli investigatori nel contesto dell’attività illecita contestata.

Al momento dell’esecuzione del sequestro preventivo, gli agenti hanno trovato all’interno dell’immobile la titolare dell’attività, insieme ad altre due donne e un uomo, quest’ultimo in compagnia di una delle dipendenti. Il provvedimento di sequestro ha interessato l’intero immobile che formalmente era adibito a centro massaggi. L’operazione è stata condotta dalla polizia giudiziaria del Commissariato di Jesi, in stretta collaborazione con la polizia locale, che ha fornito un contributo essenziale alle indagini.

Le accuse e il contesto legale

Il sequestro preventivo rappresenta una misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria nell’ambito del procedimento penale in corso. La titolare è accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con l’aggravante specifica legata al rapporto di lavoro, che configura una posizione di maggiore responsabilità. Le prove raccolte, incluse le verifiche online e le osservazioni sul campo, hanno delineato un quadro probatorio che ha portato all’adozione di tale misura. L'indagine prosegue per definire compiutamente le responsabilità.