A Squinzano, in provincia di Lecce, si è tenuto l'ultimo saluto a Lorena Isceri, la donna di 45 anni tragicamente scomparsa a Firenze, vittima dell’ex compagno. Il 9 settembre 2026, la bara bianca di Lorena ha lasciato la chiesa Maria Regina al termine dei funerali, accompagnata da un commosso applauso e dal volo di centinaia di palloncini bianchi e rossi, simbolo di un addio collettivo. La cerimonia ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini, amici, parenti e numerosi rappresentanti delle istituzioni, uniti nel dolore per la perdita.
Il feretro, una bara candida, è stato accompagnato fino al carro funebre dai genitori, Franco e Antonietta, e dal fratello Danilo. Un momento di profonda emozione si è vissuto quando il padre, prima dell’uscita dalla chiesa, ha baciato la fotografia della figlia, appoggiata sul feretro, per poi sollevarla e mostrarla ai presenti. Questo gesto ha scatenato un lungo e sentito applauso, che ha continuato ad accompagnare la bara bianca mentre raggiungeva il sagrato.
Il commiato e la partecipazione
Sul sagrato della chiesa Maria Regina, dopo che il feretro è stato posizionato nel carro funebre, gli amici di Lorena hanno liberato in cielo i palloncini, un gesto di speranza e ricordo. Il padre ha stretto e baciato la bara, mentre la madre ha deposto sul feretro un peluche, un oggetto simbolo dell'affetto per la figlia.
La chiesa Maria Regina di Squinzano è stata il cuore di questa giornata di lutto, dove l'intera comunità si è stretta per l'ultimo, doloroso addio.
La celebrazione, iniziata alle ore 17, ha visto la chiesa gremita di persone. Molti cittadini che non hanno trovato posto all'interno hanno seguito il rito dall'esterno, grazie a un maxischermo allestito per l'occasione. La presenza istituzionale è stata significativa: circa 40 sindaci hanno partecipato, insieme al presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino, e al consigliere regionale per la Puglia, Stefano Minerva. Tra i familiari, oltre ai già citati Franco Isceri e Antonietta Argentiero, era presente anche il fratello Danilo.
Il messaggio di vicinanza e il lutto cittadino
Durante l’omelia, don Vanni Bisconti ha rivolto parole di profonda vicinanza alla famiglia Isceri. Il parroco ha espresso il desiderio di poter dire: “Vorremmo potervi dire non siete soli”, sottolineando il senso di una presenza collettiva che intendeva condividere, almeno in parte, il grande dolore dei familiari.
Anche il sindaco di Squinzano, Mario Pede, ha preso la parola davanti alla chiesa Maria Regina, descrivendo una città unita e raccolta nel cordoglio. In segno di lutto e partecipazione, per il 9 settembre 2026 era stato proclamato il lutto cittadino. Per le vie della città sono comparsi nastri, lenzuoli e palloncini rossi, manifestazioni visibili di un dolore condiviso.