I Carabinieri della tenenza di Lampedusa hanno eseguito, in data 9 settembre 2026, il sequestro di un'area strategica, situata in stretta adiacenza all'hotspot dell'isola. Questa specifica zona era stata identificata e segnalata come un punto di accumulo e deposito per i rifiuti generati e provenienti direttamente dalla struttura di accoglienza. L'intervento delle forze dell'ordine si inserisce nel contesto di una vicenda più ampia, che ha avuto origine da un dettagliato esposto presentato nei giorni immediatamente precedenti. L'autore di tale segnalazione è Totò Martello, una figura politica di spicco, attualmente consigliere comunale per il Partito Democratico, già stimato sindaco delle Pelagie e, in aggiunta, capogruppo di opposizione all'interno del Consiglio comunale di Lampedusa e Linosa.
La questione focale di questa complessa situazione è il centro di accoglienza di contrada Imbriacola, la cui gestione dei rifiuti è ora sotto stretta osservazione.
Il corposo esposto di Martello è stato formalmente inoltrato a una pluralità di enti istituzionali di rilievo, tra cui il Ministero dell'Interno, la Presidenza della Regione Siciliana, l'Arma dei Carabinieri e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento. Nel testo del documento, l'ex primo cittadino ha categoricamente denunciato l'utilizzo dell'area in questione come una vera e propria discarica abusiva, stabilendo un nesso diretto e inequivocabile tra questa pratica e le modalità operative della gestione dei rifiuti generati all'interno dell'hotspot.
Un passaggio chiave dell'esposto descriveva con precisione la costante presenza, proprio all'esterno del perimetro del centro, di un autocarro appartenente alla Croce Rossa Italiana – l'organizzazione cui è affidata la responsabilità della gestione dell'hotspot – impiegato sistematicamente per l'accumulo dei volumi di rifiuti prodotti dalla struttura stessa.
La segnalazione sui rifiuti nell’area esterna
Il contenuto dettagliato dell'esposto evidenziava come i rifiuti venissero sistematicamente caricati sul camion alla rinfusa, dimostrando una totale assenza di attenzione verso i principi e le pratiche della raccolta differenziata. Si specificava inoltre che, una volta raggiunta la saturazione della capienza del mezzo, i materiali di scarto in eccedenza venivano depositati direttamente sul piano di campagna, immediatamente adiacente all'autocarro.
Questa pratica avveniva, stando alla denuncia, "senza l'adozione di alcun presidio volto a salvaguardare l'ambiente", sollevando gravi preoccupazioni ecologiche. La documentazione allegata alla segnalazione proseguiva descrivendo il successivo iter dei rifiuti, che prevedeva il loro trasferimento su un ulteriore camion, questa volta di proprietà dell'impresa cui il Comune ha affidato il servizio di smaltimento e il conseguente trasporto verso la terraferma.
La complessa contestazione avanzata da Martello non si limita esclusivamente alle modalità di stoccaggio dei rifiuti, ma si estende anche a una pressante richiesta di chiarimenti approfonditi riguardo alla precisa destinazione delle risorse economiche specificamente allocate per il servizio di gestione dei rifiuti collegato al centro di accoglienza.
Nell'esposto si fa esplicito riferimento a un contributo annuale significativo, pari a un milione di euro, che la Prefettura di Agrigento sarebbe solita erogare al Comune di Lampedusa e Linosa. Tale somma avrebbe lo scopo dichiarato di assicurare una gestione quotidiana e, soprattutto, corretta dei rifiuti prodotti dall'hotspot situato in contrada Imbriacola. Il medesimo documento prosegue indicando che l'amministrazione comunale destinerebbe una cifra di circa 70.000 euro annui all'impresa appaltatrice del servizio, evidenziando così una notevole parte residua, quantificata nell'esposto in 930.000 euro, sulla cui effettiva destinazione si attendono urgenti delucidazioni.