La comunità italiana della Fraternità San Pio X ha reso noto di non aver potuto accedere in forma comunitaria alla Basilica di San Francesco ad Assisi durante il suo annuale pellegrinaggio. L'episodio, avvenuto domenica 6 settembre 2026, ha impedito ai fedeli di concludere il loro cammino all'interno del sacro edificio con il tradizionale canto del Credo. La notizia, diffusa il 9 settembre 2026, ha posto nuovamente l'attenzione sulla comunità lefebvriana e sul suo rapporto con le istituzioni ecclesiastiche.

Il pellegrinaggio interrotto e la preghiera sul sagrato

Secondo quanto riferito dalla Fraternità San Pio X, il mancato ingresso comunitario sarebbe collegato al nuovo status ecclesiale della comunità, conseguenza delle consacrazioni avvenute il 1° luglio. Ai sacerdoti e ai fedeli sarebbe stato concesso l'accesso alla Basilica solo in piccoli gruppi e unicamente per una preghiera privata, escludendo la possibilità di una preghiera pubblica e comunitaria, come era nelle intenzioni del pellegrinaggio. Questa condizione non è stata accettata dal superiore del distretto italiano, don Gabriele D’Avino, che ha preso la decisione di concludere il pellegrinaggio proprio davanti alle porte della Basilica.

Sul sagrato del celebre santuario, dopo un'esortazione conclusiva tenuta da don Gabriele D’Avino, i partecipanti hanno intonato il Credo, segnando così la fine del loro percorso spirituale. La comunità lefebvriana ha sintetizzato l'accaduto con la frase: “La preghiera comune è stata possibile solo all'esterno”. L'evento ha evidenziato la persistenza delle difficoltà per la comunità di svolgere le proprie pratiche religiose in luoghi di culto cattolici in forma collettiva e pubblica.

La Basilica di San Francesco: un luogo di culto di rilevanza mondiale

La Basilica di San Francesco ad Assisi rappresenta uno dei luoghi più significativi per il culto francescano a livello mondiale. Questo sacro edificio è il custode delle spoglie mortali di san Francesco, come specificato nel documento pontificio Totius orbis, datato 9 novembre 2005.

Tale documento, di grande importanza, classifica la Basilica e l’annesso Sacro Convento tra i Templi Maggiori francescani, sottolineandone il ruolo primario nella spiritualità e nella storia della Chiesa.

La gestione e la cura della Basilica di San Francesco sono affidate all’Ordine dei Frati Minori Francescani Conventuali, come stabilito dal medesimo documento pontificio. Il Totius orbis definisce inoltre le relazioni tra la Basilica, il Sacro Convento e la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. A ulteriore conferma della sua importanza, alla Basilica e al suo Sacro Convento è assegnato un cardinale legato, figura che detiene un ruolo di rappresentanza senza tuttavia esercitare giurisdizione diretta sul luogo.